Grazie a un dettagliato post di Matteo Bordone, negli ultimi giorni la blogosfera italiana è stata accesa d'interesse per Mubi, un sito di cinema con un aspetto "social network" ma soprattutto la possibilità di vedere film on demand sul proprio computer pagando singolarmente o per abbonamento.

Precedentemente noto come The Auteurs il sito ha cambiato nome, ha rifinito una grafica molto bella e curata e si prepara ad accelerare la propria diffusione aggiungendo un'applicazione per Playstation 3 per lo streaming dei film in modo da catturare chi preferisce vedersi i film sul grande schermo di casa. Il catalogo (frutto della collaborazione con The Criterion Collection e distributori francesi) è soprattutto di film indipendenti e di cinematografie minori, quindi il taglio è molto cinefilo e da festival. Tutto questo rende l'esperimento interessante e potenzialmente di successo pur nel caos delle grandi manovre tra gli attori che vogliono conquistare tecnologicamente il salotto di casa; Mubi punta a un mercato di nicchia ma da quello che si vede si sta muovendo bene per tenerselo ben stretto.

In aggiunta al sito vero e proprio ci sono blog e resoconti dal mondo del cinema e soprattutto dei festival, ad aumentare ancora di più il legame di Mubi con il cinema d'autore.

Per il mio test di visione ho scelto Arca Russa, il film di Alexander Sokurov del 2002 virtuosisticamente girato in un unico ininterrotto piano-sequenza di 96 minuti nelle sale del meraviglioso Ermitage (l'iconico Palazzo d'Inverno) a San Pietroburgo. La scelta è un po' indicativa del genere di pellicole che penso di poter trovare sul servizio, e che in effetti si trovano (altri candidati erano Dogville di Lars Von Trier e Festen, un classico "Dogma" che ho mancato negli anni).

Ho quindi pagato 12 euro per un pacchetto di cinque visioni, le alternative erano 3 euro per un film singolo oppure un abbonamento "all-you-can-watch" mensile sempre da 12 euro. Pochi secondi, i dati della carta di credito ed ecco la Steadicam diretta da Sokurov che naviga i corridoi dell'Ermitage.

Lo streaming è veloce anche se la risoluzione non è eccezionale: ecco uno screenshot di come si presenta il film nella pagina di Mubi, ovviamente si può ingrandire a tutto schermo per un'esperienza di qualità televisiva (ma un po' distante dall'HD). Paradossalmente la mancanza di blockbuster e di film di cassetta rende molto più tollerabile la limitata qualità tecnica dell'offerta su cui invece vengono scrutinati i device per salotto di Apple, Google e altri.

mubi-arcarussa.png

Si tratta come si vede di visione in streaming in senso stretto: non c'è un download possibile (almeno per l'utente non smanettone) del film per vederlo offline e non è chiaro quanto duri il "biglietto" per il film acquistato. A una mia prova di sospensione della visione e successivo ritorno il sito ha correttamente ricordato che avevo lasciato il film a metà e mi ha chiesto se volevo riprendere dal punto dov'ero rimasto o dall'inizio, e ovviamente senza pagare una seconda volta. Non so come si comporti però per visioni spezzettate lungo un periodo di tempo più lungo, o per film acquistati ma non visti per diversi giorni.

Al momento come scritto Mubi è accessibile da qualsiasi PC e lo sarà dalla PS3, mentre i film non sono ancora accessibili con l'iPad a causa della mancanza del supporto a Flash che viene usato per lo streaming. Di questo parleremo in un successivo post.

Da diverso tempo volevo trovare un accessorio che mi consentisse di guardare facilmente l'iPhone mentre ero in bici senza dovere fermarmi e toglierlo dalla tasca.

Ho scelto il modello EZ-ON della casa produttrice Ram, che è stato semplice da installare e fornisce una presa solida sul manubrio dell'iPhone 3G sopravvissuta anche ai salti delle vie del centro di Milano. Sono pochi pezzi da fissare grazie a piccole guarnizioni adesive in neoprene che si sono bene adattate alla mia Cinelli Bootleg. L'effetto è übergeek.

RAM EZ-ON / OFF BICYCLE HANDLEBAR MOUNT for the APPLE iPHONE 3G

RAM EZ-ON / OFF BICYCLE HANDLEBAR MOUNT for the APPLE iPHONE 3G

Tutte le app di iPhone sono ovviamente raggiungibili (compresa la musica e la telefonata) ma io lo uso principalmente con Maps e con l'applicazione Cyclemeter. Il modello è in vendita online da Amazon.co.uk per £19.99.

Per l'Italia con l'eliminazione di oggi pomeriggio si chiude il peggior Campionato Mondiale della sua storia. Non è una notazione dettata dall'emozione del momento ma un'analisi dei numeri.

L'Italia è arrivata ultima nel proprio girone ed è stata eliminata nella prima fase, cosa che non succedeva dal 1974, ed era già successo nel 1966, 1962, 1954 e 1950 (tra la seconda guerra mondiale e il 1970 i risultati azzurri sono stati generalmente pessimi). Però in tutti questi casi l'Italia aveva vinto almeno una partita, a volte perdendone altre due, mentre in questo caso ci sono stati due pareggi e una sconfitta. E c'è da considerare che tutte quelle edizioni avevano 16 squadre partecipanti, come dire era già avvenuta la scrematura che avviene ora con il passaggio alla seconda fase.

L'unica partecipazione oggettivamente peggiore di quella del 2010 fu quella del 1958 quando l'Italia non si qualificò alla fase finale svedese dopo un'infuocata scazzottata in Irlanda del Nord nella nebbia.