9 tecniche Agili da provare con il vostro team nel 2016

Scritto da il 14 gennaio 2016 in Agile

Nella pratica quotidiana ci impegniamo per portare in sempre più aziende un approccio Agile alla progettazione e allo sviluppo, che poggi su una consapevolezza culturale, per un modo di lavorare migliore e più efficiente. Però è anche vero che accanto ai valori di Agile esistono delle pratiche di lavoro che contribuiscono a spingere un team verso un percorso di agilità, a volte anche inconsapevolmente. Non è un male iniziare da piccole cose per cominciare a cambiare il clima.

Ecco allora all’inizio del nuovo anno nove “cose” che potete fare con il vostro team o startup, o per meglio dire nove capitoli di discussione – alcune sono semplicissime, altre richiedono impegno nel tempo:

Daily Standup

Per me resta la pratica Agile più semplice e quella con l’impatto più profondo: tutti i giorni, alla stessa ora, tutto il team si confronta per sincronizzarsi su quello che si sta facendo e su quello che serve dai colleghi. Il meeting è standup (in piedi) perché è breve, dev’essere breve per essere efficace.

Retrospettive

Un team Agile è un team che riflette su sé stesso e cerca di migliorarsi, quindi alla fine di uno sprint, periodo o progetto (a seconda di come il vostro lavoro è organizzato) si deve necessariamente discutere senza remore di cosa ha funzionato e cosa no. Un impegno di tempo che offre grandi frutti futuri.

Sedersi e lavorare tutti vicini

In epoca di team distribuiti geograficamente (anche su più fusi orari) e di lavoro flessibile può sembrare controverso ma se appena possibile il team Agile deve stare nella stessa stanza, comunicare continuamente, condividere la routine. Quindi niente uffici separati (per il “leader”), team sparsi tra angoli diversi del piano. Se invece non lavorate tutti nella stessa città, fate il meglio possibile: chat aperta, videoconferenze continue, scambio di informazioni.

Avere una task board o altro tipo di information radiator

Quello che è davanti agli occhi diventa subito dominio pubblico, fonte di conversazione, sorgente di nuove idee. Un tabellone con le cose da fare e che si stanno facendo è essenziale, così come altro tipo di strumento che diffonda le informazioni importanti del progetto. Questi vanno appesi dove tutti li vedono, e se il team non è fisicamente nella stessa stanza l’equivalente strumento elettronico deve essere chiaro e usato da tutti.

Avere una Definition of Done e un Working Agreement

La Definition of Done è uno strumento importantissimo per un team Agile, tecnico oppure no, perché definisce i contorni del lavoro e del livello di qualità che si vuole mantenere. Il Working Agreement (o più di uno) consentono di lavorare sapendo che si può contare sul metodo condiviso insieme agli altri membri del team.

Avere un Backlog di cose da fare

Un backlog non è solo una lista ma uno strumento vivo in continua mutazione e continuamente perfezionato da tutto il team: le idee vanno e vengono, vanno aggiunte e tolte dal backlog, e soprattutto messe in ordine di priorità. Un backlog ben ordinato è formato da elementi chiari e indipendenti, in modo che il team possa lavorarci in autonomia.

Ridurre il W.I.P.

Il valore del Work In Progress, ovvero di quante cose si stanno facendo contemporaneamente, è una delle metriche più citate da Lean e Kanban. In maniera molto semplice, disperdere le energie fa sì che tutto venga terminato più tardi, che l’overhead bruci la maggioranza delle energie e costituisce uno spreco. Quindi Stop starting e start finishing, come dice uno dei motti di Agile.

Valutare se si può adottare una metodologia Agile completa

Prese una a una tutte queste pratiche aiutano il team a fare passi avanti, una volta testata l’acqua si può fare il salto e decidere di cambiare il proprio metodo di lavoro con consapevolezza e seguire un metodo Agile “secondo il manuale” (potendo poi deviare quando si capiscono i pro e i contro) da scegliere tra gli approcci più adatti al proprio team e progetto: Scrum, XP, Kanban, una metodologia ibrida…

Leggere libri e documentazione, chiedere aiuto a un coach

La documentazione sui metodi Agile (e Lean, Kanban, eccetera) è molto vasta, soprattutto in inglese: una bibliografia essenziale copre già ore e ore di studio, a cui si possono aggiungere le video presentazioni a conferenze e workshop di coach italiani o internazionali. La partecipazione a conferenze e incontri degli User Group locali è sempre illuminante. Un coach Agile, basandosi su teoria ed esperienza, può aiutare a portare questi metodi nella realtà del vostro team lavorando fianco a fianco a voi per un corso o un periodo più prolungato.


Martedì 19 gennaio parlerò di queste e altre cose in un piccolo workshop presso StartMiUp, prenotate gratuitamente il vostro posto e faremo esempi concreti da portare presso il vostro team o startup!

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Get S.M.A.R.T. nel 2015

Scritto da il 5 gennaio 2015 in GTD

Dal mio vecchio blog dedicato a tecniche di produttività Tra il dire e il fare (che spero di riprendere quest’anno) recupero un post dedicato ai buoni propositi di inizio anno…


Con l’arrivo dell’anno nuovo quasi tutti noi abbiamo fatto buoni propositi per il 2015, propositi che molto spesso non arrivano a compimento e che vengono accantonati già nei primi mesi! Cosa possiamo fare per darci propositi che possano effettivamente avere successo e superare la prova dei prossimi dodici mesi?

Dal blog di Traineo, un sito destinato a tenere traccia dei progressi nell’allenamento e nella perdita di peso, viene un’interessante osservazione e una buona regola da osservare. Gli obiettivi che ci prefiggiamo dovrebbero essere SMART che oltre a significare “furbo” in inglese è anche un acronimo per Specific, Measurable, Attainable, Relevant, and Time-boxed. Cinque caratteristiche che trasformano un’idea e un desiderio generico in un progetto vero e proprio che è possibile realizzare. Vediamo nel dettaglio, cercando di dare una traduzione in italiano.

L’obiettivo dev’essere specifico (specific) ovvero deve rappresentare un vero e proprio traguardo da raggiungere e non un desiderio generale: meglio mettere per iscritto che si vuole evitare di prolungare il lavoro alla sera e nei fine settimana invece di un generico desiderio di “lavorare meno”.

L’obiettivo dev’essere misurabile (measurable) in modo da dare la sensazione di una linea del traguardo da raggiungere e superare: un classico il peso-forma entro cui rientrare, oppure una precisa cifra da ottenere come aumento in caso si vada a cercare un nuovo lavoro.

Non va sottovalutato il fatto che l’obiettivo debba essere raggiungibile (attainable) ovvero che sia al limite ma sempre all’interno delle vostre realistiche possibilità. Mi piacerebbe darmi come obiettivo quello di correre la Maratona di New York, ma per quanta buona volontà e allenamento ci possa mettere sono sicuro che non sarebbe alla mia portata (ma magari la Stramilano sì…)

Il vostro obiettivo dovrebbe essere realmente importante per voi (relevant), in modo da rappresentare qualcosa per cui valga la pena impegnarsi; molto spesso a inizio di un nuovo progetto è utile indicare per iscritto o nel proprio sistema il chiaro obiettivo che si vuole raggiungere e come questo si ponga con il resto degli altri progetti.

Per finire, dev’essere limitato nel tempo (time-boxed) per evitare di essere trascinato all’infinito in caso non vada a buon fine: meglio darsi una scadenza e decidere a quel punto se l’obiettivo è stato raggiunto o meno.

Riassumendo, dobbiamo cercare di darci obiettivi raggiungibili che siano importanti per noi e specifici nel loro risultato; risultato misurabile da ottenere in un periodo di tempo limitato in modo da avere evidente, allo scadere di questo periodo, se il progetto è stato completato oppure no. E buoni propositi per l’anno nuovo!

Foto Writing Tools di Frederic Guillory, da Flickr

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Licenza di guidare

Scritto da il 11 giugno 2014 in Politica e società, Web & Startup

Una nuova settimana, una nuova battaglia nella guerra ormai senza quartiere tra i tassisti milanesi (ma in questo caso la protesta è paneuropea) e tutti i servizi di prenotazione trasporto che vengono raccolti sotto la bandiera del più odiato, il più aggressivo e innovativo: Uber.

Nonostante io possa essere considerato un Uber-fan e un early adopter del servizio (almeno secondo gli standard italiani, la mia prima corsa ad aprile 2013) non posso non pensare che ci sono diverse zone grigie nel funzionamento e sopratutto nella filosofia di alcune di queste iniziative che sono diventate veri e propri esempi di una certa mentalità startup e liberista – e celebrate proprio per questi motivi. Purtroppo avendo in questo caso contro di sé la bizzarra lobby stracciona del tassametro è evidente da che parte si finisce con lo stare, questo nonostante abbia sempre considerato i taxi un elemento centrale nel mix di soluzioni che riescono a tenere una città in movimento.

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Corso di introduzione a Lean e Agile a Milano

Scritto da il 7 giugno 2014 in Agile, Featured

StartMiUp a Milano è lo spazio di coworking dove passo buona parte delle mie giornate: un ambiente piacevole e stimolante di quieto startuppismo. Mi ha fatto allora ancora più piacere che mi venisse chiesto di preparare una serie di lezioni introduttive sull’approccio Lean e sui metodi Agili (per lo sviluppo software, ma non solo) all’interno della nuova serie di corsi di formazione che è appena partita.

Il corso è organizzato in tre appuntamenti, due serate (martedì 1° luglio e giovedì 3 luglio) dalle 19 alle 22 di lezione e una giornata (sabato 12 luglio) dalle 10:00 alle 16:00, dedicata a workshop ed esercitazioni. Tutti gli appuntamenti si terranno presso StartMiUp in via Confalonieri (quartiere Isola).

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