Si scrive tanto sul web, si scrive troppo (considerazione che ovviamente vale anche per questo blog ) e sappiamo perfettamente che nelle "redazioni web" si viene pagati a cottimo, un tanto a post, forse un tanto a riga.
Non posso quindi biasimare più di troppo l'autrice di un articolo apparso sul supplemento seidimoda di Repubblica.it, intitolato La rivincita del vecchio drin parla di come tanti scelgano come suoneria per i cellulari, anche i più moderni, il vecchio e rassicurante suono di un telefono del passato. Guilty as charged, il mio iPhone ha proprio da sempre questo tipo di suoneria e quindi sono andato a leggere con piacere il pezzo.
Peccato che dopo un'introduzione e uno svolgimento del tutto precisi l'autrice abbia capito che era ben al di sotto della quantità di righe assegnatale e così si lancia nelle ipotesi del "successo trasversale del vintage", nelle spiegazioni psicologiche e nel meccanismo per cui "è il suono che ricorda casa" e addirittura "le antiche buone maniere". Meno male che non doveva riempire un altro paio di paragrafi

compagno di driiin.
dissento. ho reimpostato il driiiinnn solo perchè lavorano in ambiente molto rumoroso spesso ogni altro tipo di suoneria piu’ figo, piu’ stiloso, piu’ moderno, piu’ mio si perdeva e non si sentiva. ora sono in un posto dove tutti usano il driin e quando suona il telefono, chi lo ha in tasca, e ha aggiunto la vibrazione, guarda gli altri che si cercano addosso, e dice: è il mio.