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    <title>One Last Chance to Make It Real</title>
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    <updated>2010-03-07T00:18:31Z</updated>
    <subtitle>Il weblog di alessio (reloaded)</subtitle>
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    <title>Alice non abita piu&apos; qui</title>
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    <published>2010-03-06T22:45:31Z</published>
    <updated>2010-03-07T00:18:31Z</updated>

    <summary>&quot;Alice in Wonderland&quot; non è un film di Tim Burton, è prima di tutto un classico e noioso film Disney.</summary>
    <author>
        <name>Alessio Bragadini</name>
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        <![CDATA[<p>Solo alla fine di 109 pesanti minuti di proiezione mi sono reso conto che tutto quello che avrei dovuto sapere sul nuovo <cite xml:lang="en" lang="en"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Alice_in_Wonderland_%282010_film%29" hreflang="en">Alice in Wonderland</a></cite> (il titolo questa volta non &egrave; stato tradotto in italiano) era presente nella sequenza di apertura: una elaborata animazione in 3D del logo della Walt Disney Pictures, il castello di Biancaneve di Disneyland. <cite xml:lang="en" lang="en">Alice</cite> &egrave; un film Disney, presentato in 3D.</p>]]>
        <![CDATA[<p><img align="left" hspace="3" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/f/ff/Alice-In-Wonderland-Theatrical-Poster.jpg" width="300" height="444" alt="">Incidentalmente, &egrave; anche un film diretto da Tim Burton. Ma la presenza che pi&ugrave; si avverte nel film &egrave; quella della sceneggiatrice unica (e co-produttrice) <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Linda Woolverton</span>, di scuola disneyana e gi&agrave; sceneggiatrice de <cite>La bella e la bestia</cite> e <cite>Il re leone</cite>, nonch&eacute; autrice di libri per ragazzi. Il nuovo film non &egrave; pi&ugrave; una messa in scena degli eventi dei libri di <span xml:lang="en-GB" lang="en">Lewis Carroll</span> come era stato (con molte modifiche) il cartone animato Disney del 1951, ma segue una Alice cresciuta e ormai giovane donna che ritorna a Wonderland incontrando di nuovo i personaggi delle sue avventure; ma pure considerando questa libert&agrave; nell&#x27;assunto di base quello che viene distrutto del mondo di Alice &egrave; il gioco culturale, i riferimenti linguistici, l&#x27;idea stessa di un mondo &quot;altro&quot; che illumina di riflesso il mondo da noi abitato. Troppo da chiedere a un film Disney, forse si poteva aspettare di pi&ugrave; da Tim Burton.</p>

<p>La nuova Alice, eroina della <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Woolverton</span>, segue il percorso classico delle giovani ragazze dei film Disney trovando il proprio posto nel mondo dopo aver accettato la propria identit&agrave; e aver vinto un concorso canoro (o il campionato di pallacanestro, o aver ucciso il mostro). Il tutto in salsa strettamente fantasy, con la musica pomposa di Danny Elfman che non lascia la scena nemmeno per un secondo prendendo il posto dei dialoghi insieme a un&#x27;azione continua, senza soste e per&ograve; terribilmente noiosa.</p>

<p>Resta da parlare del 3D: usato con qualche ambiguit&agrave;, sembra sempre di pi&ugrave; una gabbia che lega le mani ai registi pi&ugrave; che espandere la loro creativit&agrave;. Alcune scene vengono evidentemente girate con l&#x27;idea di far uso della tridimensionalit&agrave;, altre sono post-prodotte e raffazzonate. Resta il sospetto che le idee migliori anche dal punto di vista visivo (queste s&igrave; farina del sacco burtoniano) vengano pi&ugrave; penalizzate che altro, anche per l&#x27;effetto che hanno gli occhiali speciali sui brillanti e luccicanti colori degli animali immaginati.</p>

<p>Un film brutto, ma soprattutto noioso e inutile.</p>]]>
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    <title>Vecchio Cinema Paradiso</title>
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    <published>2010-02-23T16:26:30Z</published>
    <updated>2010-02-28T18:34:15Z</updated>

    <summary>In Inghilterra e forse anche in Italia &quot;Alice in Wonderland&quot; di Tim Burton resterà nelle sale solo 12 settimane per favorire la vendita dell&apos;home-video.</summary>
    <author>
        <name>Alessio Bragadini</name>
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        <![CDATA[<p>Leggo <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/entertainment/8528820.stm">questa notizia</a> dalla BBC in cui la catena inglese Odeon rinuncia a proiettare il film di Tim Burton <cite xml:lang="en" lang="en">Alice in Wonderland</cite> in quanto limitata a 12 settimane di intervallo tra l'uscita in sala e quella in DVD. Evidentemente i produttori Disney vogliono fare il botto con la visione domestica, ma secondo me è sintomatico delle ultime uscite dei blockbuster sempre più trattate come "evento" ed eventualmente come pubblicità alla visione domestica. Più che la pirateria potrebbe fare l'ingordigia delle <i>major</i>.</p>

<blockquote lang="en-GB" xml:lang="en-GB">
It is the amount of time that separates a film coming out in cinemas and its release on DVD that is at the centre in this dispute. In the UK, the window for theatrical release is 17 weeks. In the case of Alice in Wonderland, Disney wants to reduce that to 12 in order to boost its DVD sales. 

<p>However, he believes there is a "need for exceptions to accommodate a shortened time-frame on a case-by-case basis." Odeon, though, believes such a move will damage not just its business but that of all cinemas in the UK.<br />
</blockquote></p>

<p><em>Aggiornamento:</em> la catena Odeon <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/entertainment/8536195.stm">ha fatto retromarcia</a> e in effetti i manifesti del film sono apparsi sulla sala ammiraglia del gruppo a Leicester Square.</p>]]>
        
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    <title>One Fine Day</title>
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    <published>2010-01-27T08:10:39Z</published>
    <updated>2010-01-27T08:22:31Z</updated>

    <summary>Giornata campale per chi adora i maschi alfa: Barack Obama pronuncerà davanti al Congresso americano il suo secondo &quot;discorso sullo stato dell&apos;Unione&quot;, Larry Ellison e il resto del team di Oracle spiegheranno i loro piani su cosa fare di Sun dopo l&apos;acquisizione, Steve Jobs annuncerà il nuovo &quot;tablet&quot; Apple. </summary>
    <author>
        <name>Alessio Bragadini</name>
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        <![CDATA[<p>Giornata campale per chi adora i <em>maschi alfa</em>: Barack Obama pronuncerà davanti al Congresso americano il suo secondo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/State_of_the_Union">"discorso sullo stato dell'Unione"</a>, Larry Ellison e il resto del team di Oracle spiegheranno <a href="http://blogs.sun.com/GeorgeTrujillo/entry/oracle_sun_strategy_webcast">i loro piani</a> su cosa fare di Sun dopo l'acquisizione, Steve Jobs <a href="http://www.melablog.it/post/10653/evento-apple-27-gennaio-seguite-la-diretta-con-melablog">annuncerà</a> il nuovo "tablet" Apple. </p>]]>
        
    </content>
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    <title>Grumpier Old Men</title>
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    <published>2010-01-24T18:38:12Z</published>
    <updated>2010-01-24T18:54:01Z</updated>

    <summary>La perdita del seggio che fu di Ted Kennedy costringe Obama a rivedere la sua strategia, anche a causa delle regole procedurali del Senato che creano la necessità di una maggioranza artificiale.</summary>
    <author>
        <name>Alessio Bragadini</name>
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        <![CDATA[<p><em>Pubblicato su <a href="http://alaovest.menstyle.it/47/grumpier-old-men"><i>L'Ala Ovest</i></a></em></p><p>In una puntata dell&rsquo;ultima stagione di <cite xml:lang="en-US" lang="en-US">The West Wing</cite>, il veterano <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Leo McGarry</span> spiega al giovane candidato presidente Matt Santos che &quot;il mandato presidenziale non dura in realt&agrave; quattro anni ma solo 18 mesi dall&rsquo;elezione, dopo di che arrivano le elezioni di <i>midterm</i> e non si riesce a fare pi&ugrave; nulla&quot;. A un anno esatto dal suo insediamento alla Casa Bianca, Barack Obama (sulla cui carriera in ascesa proprio il personaggio di Santos era stato in anticipo modellato&hellip;) ha scoperto che il suo tempo &egrave; forse gi&agrave; esaurito, di sicuro che il primo atto della sua presidenza &egrave; terminato ben prima del previsto a causa di una strana elezione supplettiva in Massachusetts.</p>

<p><a href="http://www.flickr.com/photos/dr_television/4194441946/" title="Scott Brown for US Senate by Mark Sardella, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2756/4194441946_3bcd12496d.jpg" width="500" height="288" alt="Scott Brown for US Senate" /></a></p>

<p>&Egrave; successo infatti che il seggio al Senato che fu di <a href="http://alaovest.menstyle.it/46/the-luck-of-the-irish" title="L'Ala Ovest: The Luck of the Irish">Ted Kennedy</a>, e prima ancora dell&rsquo;amico di famiglia Ben Smith, e prima ancora di John F. Kennedy (e con questo risaliamo agli anni cinquanta), &egrave; stato conquistato dai Repubblicani nella persona di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Scott Brown</span> che nell&rsquo;elezione speciale del 19 gennaio ha sconfitto la Democratica <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Martha Coakley</span>. Non solo si tratta di una sconfitta bruciante per i Democratici in uno degli stati pi&ugrave; <i>liberal</i> d&rsquo;America, e non solo si tratta del &quot;seggio dei Kennedy&quot; di cui Obama stesso &egrave; considerato l&rsquo;erede politico e che era in quota al partito da quasi sessant&rsquo;anni, ma questa sconfitta riporta i Democratici al Senato sotto quota 60 seggi, la cosiddetta super-maggioranza che consente di superare anche l&rsquo;ostruzionismo dell&rsquo;opposizione.</p>
]]>
        <![CDATA[<p>Ecco dunque il cuore del problema, e il tema ricorrente nel bilancio di un difficile anno obamiano: nonostante l&rsquo;apparente salda maggioranza in entrambi i rami del Congresso (Senato e Camera) il presidente ha avuto vita molto difficile nel far passare i suoi progetti di riforma attraverso il processo parlamentare e questo ha trovato l&rsquo;esempio pi&ugrave; completo nella riforma del sistema sanitario americano a cui Obama ha legato simbolicamente il primo anno della propria amministrazione. Se infatti l&rsquo;equilibrio non scritto della politica a stelle e strisce lascia le mani molto libere al presidente nella politica estera, di difesa e di sicurezza, le materie interne e particolarmente quelle che hanno a che fare con le tasse sono gelosamente difese dal Congresso che risponde sia alla popolazione che alle lobby dei vari interessi. Gi&agrave; Clinton aveva dovuto imparare questa amara lezione, mentre l&rsquo;amministrazione Bush-Cheney traeva la sua forza dall&rsquo;essersi caratterizzata come &quot;amministrazione di guerra&quot; dopo l&rsquo;11 settembre 2001.</p>

<p>Ma c&rsquo;&egrave; di pi&ugrave;: citavamo la &quot;super-maggioranza&quot; del Senato, e mentre la Camera dei Rappresentanti si &egrave; dimostrata vivace, a volte recalcitrante ma in generale obbediente agli ordini della sua <i xml:lang="en-US" lang="en-US">madame speaker</i> <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Nancy Pelosi</span> (una fedelissima di Obama), la camera alta si &egrave; mossa in modo che a noi europei sembra paradossale a causa delle regole stesse del suo funzionamento. Come gi&agrave; <a href="http://alaovest.menstyle.it/29/grumpy-old-men" title="L'Ala Ovest: Grumpy Old Men">scrivevamo prima delle elezioni del 2008</a>, il Senato pi&ugrave; che da 58 Democratici, 2 Indipendenti-Democratici e 40 Repubblicani (che diventeranno presto 57+2 contro 41) &egrave; formato da 100 indipendenti che vanno ciascuno per la propria strada: democratici conservatori, repubblicani progressisti, repubblicani reazionari, democratici progressisti in stati a prevalenza repubblicana, eccetera, ogni combinazione &egrave; possibile. Come in ogni parlamento, per far passare una legge &egrave; necessario guadagnarsi 51 di questi 100 voti (e gi&agrave; a volte &egrave; un&rsquo;impresa) ma in pi&ugrave; a causa delle regole procedurali del Senato bisogna convincerne 60 per approvare il voto preliminare che chiede di chiudere la discussione in aula (altrimenti teoricamente senza limite) e passare alla votazione vera e propria; negli ultimi anni questa operazione chiamata <i xml:lang="en-US" lang="en-US">cloture</i> &egrave; diventata la norma per sbloccare l&rsquo;ostruzionismo della minoranza ma ugualmente &egrave; diventato norma l&rsquo;ostruzionismo, con il risultato che il Senato &egrave; quasi sempre bloccato fino a quando non si riescono a trovare i 60 voti per chiudere la discussione e il pre-voto sulla mozione procedurale &egrave; pi&ugrave; importante e decisivo nonch&eacute; difficile da raggiungere di quello vero e proprio sul testo della legge che richiede i canonici 51 voti (ovvero 50 pi&ugrave; quello del vicepresidente, che dirime le situazioni di parit&agrave;).</p>

<p>Un bel pasticcio, che fa scrivere ad alcuni commentatori come <a hreflang="en-US" href="http://www.nytimes.com/2010/01/11/opinion/11geoghegan.html" title="Op-Ed Contributor - Mr. Smith Rewrites the Constitution - NYTimes.com"><span xml:lang="en-US" lang="en-US">Thomas Geoghegan</span> sul <i xml:lang="en-US" lang="en-US">New York Times</i></a> che il Senato &egrave; al di fuori dello spirito se non dalla lettera della Costituzione (le regole sulla <span xml:lang="en-US" lang="en-US">cloture</span> fanno parte del regolamento interno, non della Costituzione, e sono state introdotte solo nel 1917 e modificate nel 1975) e che questa situazione per cui la vera maggioranza &egrave; a quota 60 &egrave; antidemocratica, tanto pi&ugrave; che il Senato &egrave; per composizione e storia pi&ugrave; conservatore e privilegia gli stati pi&ugrave; piccoli a scapito di quelli maggiori. Si veda il grafico (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:Cloture_Voting,_U.S._Senate,_1947_to_2008.jpg">fonte Wikipedia</a>) che mostra come cresce l&rsquo;uso delle mozioni procedurali negli anni.</p>

<p><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/e/e8/Cloture_Voting%2C_U.S._Senate%2C_1947_to_2008.jpg" width="440" height="273" title="Cloture Voting, U.S. Senate, 1947 to 2008" alt=""></p>

<p>C&rsquo;&egrave; poi l&rsquo;altro lato della medaglia, ed &egrave; un dato tutto politico: da sempre i presidenti hanno dovuto venire a patti con il Senato, sia quando nominalmente la maggioranza era dello stesso partito che aveva in mano la Casa Bianca, sia soprattutto quando la maggioranza era ostile come nel caso di Clinton. Per far questo, i presidenti devono costruirsi relazioni con senatori sia democratici che repubblicani, giocando sulle diverse posizioni sparse sullo spettro politico. La possibilit&agrave; per i Democratici di poter giostrare con la &quot;super-maggioranza&quot; di 60 senatori &ndash; accaduto una volta sola prima, nel 1977 presidente Carter (non un buon auspicio) e mai ai Repubblicani &ndash; ha probabilmente fatto pensare agli strateghi della Casa Bianca che il problema fosse di tenere questa maggioranza allineata nel qual caso finalmente il partito avrebbe avuto le mani libere per passare provvedimenti da tempo nel libro dei sogni dei progressisti americani come appunto la riforma del sistema sanitario. In questo modo si &egrave; dato moltissimo potere ai senatori democratici pi&ugrave; conservatori, o con il seggio pi&ugrave; a rischio, che hanno potuto dettare condizioni e chiedere favori per contribuire il fatidico sessantesimo voto, ed ecco quindi che un disegno di legge pi&ugrave; progressista della Camera &egrave; stato annacquato al Senato per volont&agrave; di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Ben Nelson</span> del <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Nebraska</span> o dell&rsquo;&quot;indipendente&quot; <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Joe Lieberman</span> del <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Connecticut</span>, o ancora della senatrice <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Mary Landrieu</span> della <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Louisiana</span>, che secondo le statistiche politiche &egrave; pi&ugrave; moderata di almeno un paio di senatori repubblicani, mentre i Repubblicani si attaccavano all&rsquo;ostruzionismo, alle proteste di piazza e a un modo &quot;nuovo&quot; di fare opposizione dovuto sia alla forte sconfitta del 2008 che a un generale scivolamento verso destra della piattaforma popolare del partito. Ecco allora perch&eacute; la perdita del sessantesimo seggio, che a regola non toccherebbe la vera maggioranza democratica al Senato, diventa un problema serio e l&rsquo;occasione di ripensare tutta la strategia della Casa Bianca.</p>

<p>Ovviamente la sconfitta della Coakley &egrave; stata una sconfitta di Obama, un voto propiziato dalla difficile posizione della riforma sanitaria che continua a non piacere alla maggioranza degli americani grazie alla spinta dei network di destra come la FOX, ma anche una piccola rivolta contro il feudalesimo del seggio dei Kennedy nel Massachusetts, e un voto sulla qualit&agrave; dei rispettivi candidati se &egrave; vero che la Coakley ha fatto una pessima campagna elettorale al confronto dell&rsquo;ottimo Brown, un repubblicano giovane e progressista per il suo partito. Da questa sconfitta nascer&agrave; per necessit&agrave; il secondo atto della presidenza di Obama, alcune voci progressiste come quella di Arianna Huffington sostengono anzi che la perdita di questo seggio e lo shock conseguente <a hreflang="en-US" href="http://www.huffingtonpost.com/arianna-huffington/how-massachusetts-can-tur_b_430678.html" title="Arianna Huffington: How Massachusetts Can Turn Out to Be a Blessing for Democrats">possano essere una &quot;benedizione&quot;</a> per la Casa Bianca.</p>

<p>Il prossimo, cruciale, passaggio per Obama &egrave; il discorso &quot;sullo stato dell&rsquo;Unione&quot; previsto per il 27 gennaio.</p>

]]>
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    <title>La miglior foto 2009</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2010/01/foto.html" />
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    <published>2010-01-03T07:41:38Z</published>
    <updated>2010-01-03T07:46:41Z</updated>

    <summary>Tra le poche foto &quot;di qualità&quot; fatte nel 2009 ho selezionato per &quot;Your Best Shot 2009&quot; di Flickr uno scatto sul tetto della chiesa di Saintes-Maries-de-la-Mer in Provenza ad agosto 2009</summary>
    <author>
        <name>Alessio Bragadini</name>
        <uri>http://www.alessio.sevenseas.org</uri>
    </author>
    
    <category term="flickr" label="flickr" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="provenza" label="provenza" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/">
        <![CDATA[<p>Il 2009 è stato un anno in cui ho viaggiato per fare foto, e al tempo stesso (stranamente, ma con qualche logica) quello in cui ho fatto ben poche foto di qualità.</p>

<p>Flickr promuove però un gruppo <a href="http://www.flickr.com/groups/yourbestshot2009/"><i xml:lang="en" lang="en">Your Best Shot 2009</i></a> in cui gli utenti marcano uno e un solo scatto dei dodici mesi precedenti, e così ho selezionato questa fatta sul tetto della chiesa di Saintes-Maries-de-la-Mer in Provenza ad agosto 2009.</p>

<p><a href="http://www.flickr.com/photos/abragad/3851709653/" title="Saintes-Maries-de-la-Mer by abragad, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2643/3851709653_05b0665d4c.jpg" width="500" height="333" alt="Saintes-Maries-de-la-Mer" /></a></p>]]>
        
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    <title>Balla con gli alieni</title>
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    <published>2009-12-17T11:26:37Z</published>
    <updated>2009-12-17T17:32:57Z</updated>

    <summary>&quot;Avatar&quot; di James Cameron è un film grande che avrà un enorme successo di pubblico ma che porta con sé diversi difetti che impediscono di definirlo un grande film.</summary>
    <author>
        <name>Alessio Bragadini</name>
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    </author>
    
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    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/">
        <![CDATA[<p>Il grande schermo, l&rsquo;anteprima nella serata precedente all&rsquo;ingresso in cartellone: trovandomi a Londra non potevo allora perdermi la prima proiezione per il pubblico di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Avatar_%282009_film%29" hreflang="en" title="Avatar (2009 film) - Wikipedia, the free encyclopedia"><i>Avatar</i></a> al famoso Odeon di <span xml:lang="en-GB" lang="en-GB">Leicester Square</span>. Il nuovo film di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">James Cameron</span> (a dodici anni da <cite xml:lang="en" lang="en">Titanic</cite>) realizzato con le pi&ugrave; recenti tecniche di effetti speciali e animazione computerizzata era un&rsquo;occasione troppo ghiotta da lasciarsi sfuggire, anche perch&eacute; mentre in tutto il mondo esce tra oggi e domani, in Italia bisogner&agrave; attendere gennaio probabilmente per lasciare posto in sala ai &ldquo;cinepanettoni&rdquo;.</p>]]>
        <![CDATA[<p><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/b/b0/Avatar-Teaser-Poster.jpg/200px-Avatar-Teaser-Poster.jpg" alt="" align="left" hspace="3" width="200" height="297" />&Egrave; evidente che nel parlarne non si pu&ograve; ignorare l&rsquo;attesa, le voci, il ruolo stesso di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Cameron</span> nel panorama del cinema contemporaneo: al tempo stesso artefice di blockbuster e autore nel senso pi&ugrave; profondo del termine, espressione di un cinema muscolare che piega le ultime innovazioni tecniche al servizio della storia raccontata, <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Cameron</span> negli anni ha sempre interpretato e segnato la strada del cinema come grande intrattenimento popolare. Comprensibile allora l&rsquo;attesa quando si viene a sapere che <i>Avatar</i> si pone ai confini di fantascienza e fantasy e usa estensivamente il 3D, la tecnologia che non solo apre nuove modalit&agrave; espressive ma che appare come l&rsquo;ultima ancora di salvezza a cui si aggrappa l&rsquo;industria holliwoodiana per giustificare la visione nelle sale.</p>

<p>Difficile allora non tenere in mente che grazie a questi progressi tecnici nell&rsquo;ultimo decennio lo scenario di fantascienza &egrave; diventato (o forse &egrave; meglio dire ritornato, basti vedere lo stesso <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Cameron</span> in <cite xml:lang="en" lang="en">Aliens</cite>) l&rsquo;ambientazione pi&ugrave; libera in cui ambientare ipotesi e storie, e i mondi &ldquo;altri&rdquo; il territorio prediletto dell&rsquo;epica come ci ha insegnato la trilogia de <cite>Il signore degli anelli</cite>. <i>Avatar</i> quindi si &egrave; trovato al centro di tutte queste attese, non ultime quelle dovute a un budget si dice stratosferico (come gi&agrave; accadde per <cite xml:lang="en" lang="en">Titanic</cite>).</p>

<p>Il risultato &egrave; un film grande che avr&agrave; un enorme successo di pubblico ma che porta con s&eacute; diversi difetti che impediscono di definirlo un grande film.</p>

<p>&Egrave; di prassi partire dall&rsquo;analisi della storia, e in questo caso persino doveroso: dopo aver visto i trailer infatti, e per analogia con altri titoli dello stesso filone, si sa che solo una sceneggiatura solida e a suo modo credibile pu&ograve; tenere a galla un film dove &ldquo;recitano&rdquo; alieni azzurri alti circa tre metri. Ed &egrave; anche necessario perch&eacute; &egrave; su questo terreno che <i>Avatar</i> svela le pecche pi&ugrave; vistose, mostrando s&igrave; con interesse l&rsquo;interazione tra gli umani che colonizzano il pianeta Pandora e la razza nativa umanoide che lo abita (per esigenze biologiche questo pu&ograve; accadere solo tramite l&rsquo;uso da parte degli umani di corpi succedanei, gli avatar del titolo), ma limitandosi a una contrapposizione buoni-cattivi basata sui rapporti tra i colonizzatori bianchi e i nativi americani, ai cui usi e rapporti armoniosi con la natura la razza dei Na&rsquo;vi assomigliano in tutto e per tutto; anzi a essere sinceri la sceneggiatura del film sembra una scopiazzatura di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Balla_coi_lupi" title="Balla coi lupi - Wikipedia"><cite>Balla coi lupi</cite></a> di cui ricalca la struttura portante, per quando di per s&eacute; non originale. Attraverso gli occhi del protagonista umano anche noi capiremo quanto gli &ldquo;altri&rdquo; siano migliori (tutti, senza distinzioni all&rsquo;interno del clan) e di come sia importante salvaguardare l&rsquo;equilibrio con il mondo circostante.</p>

<p>Questa semplificazione estrema del messaggio appesantisce lo sviluppo del film, che gi&agrave; soffre di una lunghezza eccessiva (161 minuti) specialmente nella parte centrale in cui appunto il protagonista umano impara gli usi dei Na&rsquo;vi attraverso il proprio avatar a loro somigliante. Il tutto prepara a un &ldquo;terzo atto&rdquo; estremamente spettacolare in cui le contraddizioni del rapporto tra le due culture giungono all&rsquo;inevitabile scontro che produce una lunga e incredibile scena di battaglia &ndash; probabilmente il principale obiettivo di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Cameron</span>.</p>

<p>Ma gran parte del pubblico pagante andr&agrave; a vedere <i>Avatar</i> per farsi conquistare dagli effetti speciali, dalla lussureggiante natura immaginata sul pianeta Pandora (pi&ugrave; precisamente un&rsquo;ipotetica luna di un ipotetico pianeta gassoso in orbita intorno alla stella A di Alpha Centauri) e dalle immagini, usi e costumi dei Na&rsquo;vi dalla pelle azzurra. Per tutto questo il film non delude assolutamente, e reinventa la magia del grande schermo sia per bambini che per adulti geek (che un po&rsquo; bambini sono sempre&hellip;) In effetti la grafica e gli effetti speciali sono talmente compiuti da scivolare sullo sfondo, cos&igrave; come non si vedono punti di sutura tra le diverse tecniche di animazione e di effetti speciali usate compreso il <i xml:lang="en" lang="en">motion-capture</i>. Da questo punto di vista <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Cameron</span> si conferma l&rsquo;innovatore che &egrave; sempre stato.</p>

<p>Ancora di pi&ugrave; bisogna citare l&rsquo;uso del 3D che oltre a costringermi a essere &ldquo;seiocchi&rdquo; in questo film &egrave; pervasivo, immersivo, sfruttato non solo nelle lunghe scene d&rsquo;azione ma anche e soprattutto nella rappresentazione della foresta pandoriana e della natura che la abita. Da questo punto di vista si vede un film pensato e realizzato con il 3D in mente ma senza che questo venga trattato come &ldquo;trucco&rdquo; ma piuttosto come uno sguardo sulla scena che si accoppia alle prospettive offerte dalla produzione computerizzata. Questo ha pro e contro, c&rsquo;&egrave; anche il caso che senza 3D alcune parti del film ne avrebbero guadagnato mentre altre sono impensabili per una visione &ldquo;normale&rdquo;. Ecco quindi che come ci si poteva aspettare <i>Avatar</i> rappresenta una pietra miliare per sviluppi nel cinema d&rsquo;intrattenimento che solo il futuro ci potr&agrave; dire con certezza in quale direzione andranno.</p>

<p>Consiglio quindi di andarlo a vedere in 3D, sullo schermo pi&ugrave; grande possibile, e di lasciarsi conquistare dalle immagini piuttosto che dalla storia.<br />
</p>]]>
    </content>
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    <title>Don&apos;t Look Back in Anger</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2009/10/dont-look-back-in-anger.html" />
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    <published>2009-10-29T08:24:07Z</published>
    <updated>2009-10-29T08:27:06Z</updated>

    <summary>Ripensando all&apos;Ulivo e a &quot;La canzone popolare&quot;.</summary>
    <author>
        <name>Alessio Bragadini</name>
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    </author>
    
        <category term="Partito Democratico" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/">
        <![CDATA[<blockquote style="font-style: italic;"><p>Cara XXX,<br>
è tanto tempo che non ci si sente, spero tu stia bene. Mi torni spesso in mente quando ripenso a quegli anni a metà dei novanta in cui si cercava di costruire un nuovo soggetto politico e si sperava di sanare una volta per tutte l&#8217;anomalia italiana. Erano gli anni dell&#8217;Ulivo, avevamo idee e sogni, e sono finiti come sono finiti.</p>


	<p>Ora Bersani dichiara che vuole recuperare quella stagione, addirittura <a href="http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=806635">ha detto a Vespa</a> che vuole riprendere <cite>La canzone popolare</cite> di Fossati (quanto piaceva a tutti e due quella canzone!) come inno della sua politica. Certo sono dichiarazioni che fanno riaffiorare tanti ricordi, e la speranza di riannodare vecchi fili e progetti che ci sono sfuggiti di mano non si sa bene per quale motivo.</p>


	<p>Considerato che all&#8217;epoca non avevi voluto darmela, pensi quindi di ripensarci?!</p>


	<p>Con affetto tuo, A.</p>
</blockquote>]]>
        
    </content>
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    <title>Partito, mai arrivato</title>
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    <published>2009-10-25T08:40:28Z</published>
    <updated>2009-10-25T09:46:56Z</updated>

    <summary>Non andrò a votare a queste cosiddette &quot;primarie&quot;: il PD non è né è mai stato il mio partito.</summary>
    <author>
        <name>Alessio Bragadini</name>
        <uri>http://www.alessio.sevenseas.org</uri>
    </author>
    
        <category term="Partito Democratico" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="partitodemocratico" label="partito democratico" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/">
        <![CDATA[<p>Non credo ci fossero dubbi, ma certo non uscirò di casa in questa domenica per andare a votare alle cosiddette <a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/producer.aspx?t=/speciali/congresso09/home.htm">"primarie" del Partito Democratico</a>. Le motivazioni sono per me quasi ovvie, ma forse vale la pena sottolinearle: nonostante considerandomi "di sinistra" (o forse proprio per quello) non sono né un iscritto né un elettore del Partito Democratico e quindi non posso né voglio impicciarmi in quello che accade in un partito politico che è altro rispetto a me. Leggo che parteciperanno a questa votazione anche persone che esplicitamente non hanno votato PD nelle ultime tornate e che presumibilmente non lo faranno - nonostante una dichiarazione più o meno formale contestuale alla partecipazione alle "primarie" - e non comprendo né condivido.</p>

<p>Ho avversato il progetto del Partito Democratico (di <em>questo</em> Partito Democratico) fin da quando, iscritto ai Democratici di Sinistra, aderii alla cosiddetta "terza mozione" poi ribattezzata demo-socialista per quello che sarebbe stato l'ultimo congresso dei DS; dopo lo scioglimento del partito, fatto peraltro con metodi raffazzonati, non sono entrato nel PD <a href="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2007/10/primarie.html" title="Io e il Partito Democratico">né ho votato alle "primarie" 2007</a> che avevano incoronato Walter Veltroni due anni fa, né ho votato per i candidati del PD nelle elezioni svolte da allora, politiche ed europee.</p>

<p>Il fatto che abbia votato in queste occasioni Sinistra Arcobaleno prima e Sinistra e Libertà poi può eventualmente darmi qualche punto di coerenza, pochi di preveggenza politica, così come la partecipazione alla breve vita dell'associazione "Democratici e Socialisti" insieme a <a href="http://maurozani.wordpress.com" title="Maurozani&#039;s Blog">Mauro Zani</a> ed altri fuoriusciti ex-DS. Ciò nonostante resto fedele ai capisaldi che mi ero dato al momento di nascita di questo PD, al volere un partito solidamente legato al movimento socialdemocratico europeo e in particolare al <acronym title="Partito Socialista Europeo">PSE</acronym>, e che non imbarcasse i cattolici centristi e moderati che ora va di moda chiamare "teodem": si è visto come il secondo aspetto abbia condizionato e stia condizionando la vita del partito, e di come il primo aspetto non sia ancora del tutto risolto anche se per ora a Strasburgo c'è una "situazione speciale" che tiene gli eletti del PD all'interno del gruppo socialista - con grande infelicità dei teodem di cui sopra peraltro.</p>

<p>Anche se punti di vista diversi, mi trovo quindi ancora una volta a condividere la <a href="http://www.montag.it/theratrace/archives/2009/10/25/non-voto/" title="The Rat Race &raquo; Non voto">posizione del Ratto</a>: questo non è il mio partito né lo sarà finché molte, troppe cose non cambieranno; non credo al partito unico dell'opposizione anti-berlusconiana (o a una coalizione di governo formata da un solo partito) e quindi perché dovrei preoccuparmi di cosa fa il PD e di chi elegge come segretario?</p>

<p>Per finire, una breve notazione linguistica: vengono chiamate "primarie" ma non si capisce "prima" di cosa avvengano. Nel tradizionale sistema americano a cui purtroppo il PD si ispira in tutto e per tutto le elezioni primarie (peraltro molto più legittimate in obiettivi e modi da leggi statali) servono a indicare i candidati di un partito (o una coalizione) per una successiva elezione a una carica, in nessun caso vengono usate per eleggere organi direttivi del partito. Ottime quindi le primarie di coalizione del 2006, a cui partecipai, per scegliere Prodi come candidato dell'Unione a Presidente del Consiglio dei Ministri.</p>

<p>Quelle per cui si vota oggi sono, banalmente, le <strong>elezioni dell'assemblea nazionale e del segretario del partito</strong>. L'uso del termine primarie, oltre a sottolineare l'esterofilia del fu Veltroni, aiutava a rinforzare la cosiddetta "vocazione maggioritaria" del PD in cui il segretario del partito era <i>naturaliter</i> il candidato alla carica di premier, ponendo le basi per il grande risultato elettorale del 2008.</p>]]>
        
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    <title>Fidati degli esperti</title>
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    <id>tag:www.alessio.sevenseas.org,2009:/weblog//1.104</id>

    <published>2009-08-26T16:14:37Z</published>
    <updated>2009-08-26T16:15:50Z</updated>

    <summary>Secondo Chris Pirillo nel 1999 la &quot;Killer Application&quot; di Internet sarebbe stata l&apos;email mentre il web &quot;rischia di avere i giorni contati&quot;</summary>
    <author>
        <name>Alessio Bragadini</name>
        <uri>http://www.alessio.sevenseas.org</uri>
    </author>
    
    <category term="pirillo" label="pirillo" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/">
        <![CDATA[<blockquote><p>Diciamocela tutta: il World Wide Web rischia di avere i giorni contati. Dell'entusiasmo iniziale non rimane che una selva di motori di ricerca da richiamare, milioni di pagine in cui è praticamente impossibile districarsi, connessioni al collasso. Ma&#133; ecco emergere tra tutte la vera <em>Killer Application</em> di Internet, capace di evitare i limiti della Rete e le attese frustranti per il caricamento delle pagine Web: l'<em>e-mail</em>.</p></blockquote>
<p>Dalla quarta di copertina dell'edizione italiana di <i>E-mail Publishing</i> di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chris_Pirillo" title="Wikipedia Entry: Chris Pirillo">Chris Pirillo</a>, anno 1999. Libro gettato nel riciclo durante una perlustrazione di routine della libreria.</p>]]>
        
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    <title>Del dovere civico</title>
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    <published>2009-06-06T07:10:06Z</published>
    <updated>2009-06-06T12:38:04Z</updated>

    <summary>Dichiarazione di voto per Sinistra e Libertà e Claudio Fava alle Elezioni Europee.</summary>
    <author>
        <name>Alessio Bragadini</name>
        <uri>http://www.alessio.sevenseas.org</uri>
    </author>
    
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    <category term="sinistraeliberta" label="sinistraeliberta" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/">
        <![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/assets_c/2009/06/manifesto vota esecutivo-23.html" onclick="window.open('http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/assets_c/2009/06/manifesto vota esecutivo-23.html','popup','width=455,height=644,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/assets_c/2009/06/manifesto vota esecutivo-thumb-250x353-23.jpg" width="200" height="282" alt="Sinistra e Libert&agrave;" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></a></span>La dichiarazione di voto è una sorta di tradizione, anche se raramente porta bene (vedi <a href="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2004/06/dichiarazione.html">2004</a>, <a href="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2006/04/voto.html">2006</a>, <a href="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/04/voto-disgiunto.html">2008</a>) e arriva in questo caso all'ultimissima ora senza la possibilità di articolare un po' il ragionamento. Di sicuro l'entusiasmo è sotto i piedi, e si va a votare per senso del dovere e poco altro, tanto che per le elezioni provinciali di Milano non ho ancora un'idea precisa - ammesso che possa fare una qualsiasi differenza; magari posso consolarmi di non dover più votare a Bologna, dove esattamente cinque anni fa passavo i giorni a volantinare, e sembra un paio di secoli fa.
</p><p>
Per le elezioni europee si voterà allora <a href="http://www.sinistraeliberta.it"><i>Sinistra e Libertà</i></a>, il cartello elettorale a sinistra del <abbr title="Partito Democratico">PD</abbr> (ormai inavvicinabile per chiunque abbia un po' di amor proprio) che cerca di superare lo sbarramento del 4% dei voti nazionali.
</p><p>
In particolare, voglio dare la preferenza a <a href="http://www.claudiofava.it">Claudio Fava</a>, deputato europeo uscente del <abbr title="Partito Socialista Europeo">PSE</abbr> che ha fatto un buon lavoro nell'Europarlamento uscente in particolare nella cosiddetta "Commissione CIA" che <a href="http://www.claudiofava.it/favajoomla/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=39&Itemid=41">ha cercato di indagare</a> le illegali <cite>renditions</cite> dei segreti segreti americani in territorio europeo con la complicità dei nostri governi nazionali.
</p><br clear="left" />
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/GuOJQx0IHQo&hl=en&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/GuOJQx0IHQo&hl=en&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object> ]]>
        
    </content>
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    <title>Andate e parlatene tutti</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2009/05/andate-e-parlatene-tutti.html" />
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    <published>2009-05-14T07:02:14Z</published>
    <updated>2009-05-14T07:06:13Z</updated>

    <summary>La Repubblica raccoglie e pubblica in video tutte le domande aperte sul &quot;caso&quot; di Noemi Letizia, puntando all&apos;effetto virale.</summary>
    <author>
        <name>Alessio Bragadini</name>
        <uri>http://www.alessio.sevenseas.org</uri>
    </author>
    
        <category term="Silvio Banana" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
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    <category term="noemiletizia" label="noemiletizia" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/">
        <![CDATA[<p><em>La Repubblica</em> raccoglie e <a href="http://temi.repubblica.it/repubblicaspeciale-dieci-domande-a-berlusconi/">pubblica in video</a> tutte le domande aperte sul "caso" di Noemi Letizia, puntando all'effetto virale con l'indicazione esplicita <cite>Pubblica il video sul tuo sito o blog</cite>. Interessante e ben fatto.</p>
<object type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="310" data="http://flv.kataweb.it/player/player.swf?file=http://flv.kataweb.it/misc/redazione/repubblica/diecidomande/raccontiaconf.flv&amp;autoStart=true&amp;logo=1"><param name="movie" value="http://flv.kataweb.it/player/player.swf?file=http://flv.kataweb.it/misc/redazione/repubblica/diecidomande/raccontiaconf.flv&amp;autoStart=true&amp;logo=1" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="allowfullscreen" value="false" /></object>]]>
        
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    <title>Nell&apos;anno 2009</title>
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    <id>tag:www.alessio.sevenseas.org,2009:/weblog//1.86</id>

    <published>2009-01-11T22:00:23Z</published>
    <updated>2009-01-11T22:41:46Z</updated>

    <summary>Per la prima volta ho la sensazione di dover arrendermi.</summary>
    <author>
        <name>Alessio Bragadini</name>
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    </author>
    
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/">
        <![CDATA[<p>Ricevo una lettera da Amnesty International che mi ricorda giustamente che non ho ancora rinnovato la mia iscrizione per l'anno a venire. Sulla busta era stampato lo slogan per la campagna, <em>"Ti sei davvero arreso?"</em></p>

<p>Per la prima volta mi è venuta la voglia di rispondere. <em>Sì.</em></p>]]>
        
    </content>
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    <title>No, non è la BBC</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/11/youtube.html" />
    <id>tag:www.alessio.sevenseas.org,2008:/weblog//1.75</id>

    <published>2008-11-22T23:41:15Z</published>
    <updated>2008-11-22T23:47:24Z</updated>

    <summary>Google comincia a inserire pubblicità nei video di YouTube?</summary>
    <author>
        <name>Alessio Bragadini</name>
        <uri>http://www.alessio.sevenseas.org</uri>
    </author>
    
    <category term="youtubegoogle" label="youtube google" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/">
        <![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="youtube-ads.png" src="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/11/youtube-ads.png" width="459" height="361" class="mt-image-center" style="text-align: center; display: block; margin: 0 auto 20px;" /></span></p>

<p>Sin dall'acquisizione di YouTube, Google ha avuto problemi per trasformare il costoso e famoso servizio di video in una macchina redditizia; ora pare voglia andare per le spicce inserendo pubblicità pesante e molto invasiva dentro il video stesso, come dimostra questo screenshot.</p>

<p>Cosa c'entra la pubblicità per "Gay Marriage"? Forse perché questo video era inserito in un <a href="http://andrewsullivan.theatlantic.com/the_daily_dish/2008/11/better-than-fre.html">post</a> del blog di Andrew Sullivan, giornalista conservatore e omosessuale. Vedo problemi...</p>]]>
        
    </content>
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    <title>Four More Years, Reloaded</title>
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    <published>2008-11-04T17:58:28Z</published>
    <updated>2008-11-04T17:59:23Z</updated>

    <summary>Rileggendo i miei post sulle elezioni di quattro anni fa mi rendo di quanto, per fortuna, mi fossi sbagliato.</summary>
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        <name>Alessio Bragadini</name>
        <uri>http://www.alessio.sevenseas.org</uri>
    </author>
    
        <category term="America" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
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        <![CDATA[<p>Poche cose passano come il tempo. Andare a riguardare cose scritte nel passato è un esercizio di umiltà come nessun altro. Quattro anni fa, e sembra un secolo, concludevo la mia personale partecipazione alle elezioni americane con <a href="/weblog/2004/11/four.html" title="Too Old to Weblog: Four More Years">un post buio e pessimista</a> che non lasciava speranze a un Partito Democratico che non solo aveva di nuovo con <span xml:lang="en-US" lang="en-US">John Kerry</span> perso la presidenza sul filo di lana, ma che era stato buttato all'opposizione sia alla Camera che al Senato. Un'opposizione che sembrava sarebbe stata eterna.</p>

<p>Solo due anni dopo invece i Democratici hanno riconquistato il controllo del Congresso, e le screditate politiche di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Bush-Cheney</span> hanno distrutto la base elettorale dei Repubblicani. Come pronosticato <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Bush</span> ha eletto un nuovo <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Chief Justice</span> della Corte Suprema, ma l'equilibrio della Corte non è ancora stato rotto e questo compito ricadrà comunque nelle braccia del 44° presidente.</p>

<p>Raramente sono stato così felice di avere sbagliato analisi (non che sia stato il solo, ovviamente) anche se in un angolo di uno degli ultimi paragrafi ho trovato una nota che mi ha fatto sorridere:</p>

<blockquote>il panorama è desolante, con la sola vittoria di Barack Obama in Illinois a dare un po&#8217; di speranza</blockquote>

<p><i xml:lang="en-US" lang="en-US">Hope.</i></p>]]>
        
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    <title>Voglie anglosassoni</title>
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    <published>2008-10-13T12:57:00Z</published>
    <updated>2008-10-13T13:03:24Z</updated>

    <summary>Pare che anche in Italia si diffonda l&apos;&quot;understatement&quot;.</summary>
    <author>
        <name>Alessio Bragadini</name>
        <uri>http://www.alessio.sevenseas.org</uri>
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    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/">
        <![CDATA[<p>Si dice troppo spesso di come il nostro paese sia slegato da modi e stili europei, eppure per un pestaggio fatale a un ragazzo di colore al grido di 'sporco negro' si afferma che non si trattava di motivi razziali, mentre per i cori 'Duce Duce' allo stadio di Sofia certamente non si può dare una connotazione politica.</p>

<p>È insomma bello che anche in Italia si stia affermando la cultura britannica dell'<i xml:lang="en" lang="en">understatement</i>.</p>]]>
        
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