Four More Years, Reloaded

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Poche cose passano come il tempo. Andare a riguardare cose scritte nel passato è un esercizio di umiltà come nessun altro. Quattro anni fa, e sembra un secolo, concludevo la mia personale partecipazione alle elezioni americane con un post buio e pessimista che non lasciava speranze a un Partito Democratico che non solo aveva di nuovo con John Kerry perso la presidenza sul filo di lana, ma che era stato buttato all'opposizione sia alla Camera che al Senato. Un'opposizione che sembrava sarebbe stata eterna.

Solo due anni dopo invece i Democratici hanno riconquistato il controllo del Congresso, e le screditate politiche di Bush-Cheney hanno distrutto la base elettorale dei Repubblicani. Come pronosticato Bush ha eletto un nuovo Chief Justice della Corte Suprema, ma l'equilibrio della Corte non è ancora stato rotto e questo compito ricadrà comunque nelle braccia del 44° presidente.

Raramente sono stato così felice di avere sbagliato analisi (non che sia stato il solo, ovviamente) anche se in un angolo di uno degli ultimi paragrafi ho trovato una nota che mi ha fatto sorridere:

il panorama è desolante, con la sola vittoria di Barack Obama in Illinois a dare un po’ di speranza

Hope.

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1 Comments

Si, sei stato molto pessimista.

Alla fine gli americani stupiscono sempre per il pragmatismo e la capacità di cambiare punto di vista che hanno.
Tu spendi del tempo a farti un’idea e poi loro ti fregano. Hanno provato W. Bush e adesso vogliono decisamente qualche cosa di diverso. Anche i candidati stessi, fanno di tutto per smarcarsi dalla precedente presidenza e rimarcare la discontinuità.

Ma si sa, QUELLO e’ un grande paese.
Stiamo a vedere questo giro.

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