Credo che la parte più inquietante della ormai famosa gaffe berlusconiana con la giovane precaria sia stata la reazione della ragazza stessa, che tratta l’offesa come “solo una battuta” suggerendo che finirà per votare per lui. Aldilà del discorso del voto alla destra, resta la sensazione di una classe sociale ormai assuefatta alla negazione dei diritti e a una precarietà non solo lavorativa, ma di identità.
La storia del movimento operaio europeo (ormai se ne parla come della storia dell’Impero Asburgico…) non è stata solo segnata dalle battaglie per le conquiste vere e reali del salario, dell’orario di lavoro e dei diritti ma anche per il riconoscimento di uno status produttivo, di una coscienza di lavoratori non più semplicemente “braccia” ma anche abilità, ruolo, trasformatori della materia.
Abbiamo visto nel caso della tragedia alla ThyssenKrupp di come ruolo e dignità siano stati rubati a quella che era l’elite della classe operaia, ora vediamo precari che interiorizzano la loro precarietà e subalternità accettando di essere presi per i fondelli da un politico miliardario.

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