A Berlino per visitare amici e seguire qualche film della Berlinale, ho pensato di passare un sabato sera veramente indie e di andare a sentire il concerto di Jens Lekman in un piccolo club di Kreuzberg.
Il Lido è anche a poca distanza da casa, appena superato l’Oberbaumbrücke, e così dopo una piacevole passeggiata in un clima che non aveva nulla dello stereotipo di una città del Nord Europa a febbraio ho fatto la mia fila in una stradina laterale insieme a fan molto diversi tra loro e sono alla fine entrato all’orario indicato sul biglietto. Efficienza tedesca? Beh, gli stereotipi devono pur basarsi su qualcosa…
Il Lido è un piccolo piacevole locale con una sala per la musica e una saletta separata “per fumatori” con un altro bancone bar che ha tutta l’atmosfera e la varietà di avventori di una festa Erasmus: in coda sentivo parlare spagnolo, francese, tedesco e molto inglese e anche italiano e in mezzo ai divanetti c’è anche un calciobalilla inusuale, che sa molto di ex-DDR.
Gruppo di supporto tedesco rock un po’ retrò e new wave e poi Jens, accompagnato da una band quasi esclusivamente femminile e in realtà poco più che decorativa. Per chi non lo conoscesse, un aitante ragazzone svedese con una voce calda e morbida da crooner d’altri tempi dedita a melodie apparentemente orecchiabili e giocose che nascondono spesso testi surreali.
Senz’altro il momento più divertente della serata è stata quindi la storia di Nina che lo invita a Berlino per presentarlo alla famiglia come finto fidanzato di copertura, senza avvertirlo (Oh! God! Jesus Christ!), nella città citata nella canzone A Postcard to Nina si trasforma in una specie di pezzo teatrale con racconti di viaggi in bus da Göteborg e dettagli raccapriccianti dell’incontro con il padre…
È quasi più un entertainer che un cantante, e gli arrangiamenti e le soluzioni musicali sono molto diverse e quasi tutte divertenti e adatte a un clima di festa da club. Applausi, molti bis, un’ultima birra prima di lasciare Berlino.
P.S. Credo che sia stato il primo concerto a cui sono andato dopo averlo scoperto tramite il plugin iLike di iTunes, e la pagina su Facebook. I tempi cambiano…

Ho scoperto Lekmans via ‘All songs considered’ di NPR.org e non mi spiace. A volte un po’ strano, ma di solito godibile.