16 Novembre 2005

Terremoto al rallentatore

Da diversi mesi devo una risposta, e delle scuse, ad Angelo “The Rat”: in un commento a un suo post arguivo che “solo i dementi padani” pensavano che la riforma costituzionale potesse passare. Come molti altri in Italia, sono stato seccamente smentito.

Eppure, c’è più di qualcosa che non torna in questa strana occasione solenne per la Repubblica fondata nel 1948: sarà che il cambiamento radicale della struttura politica nazionale è una pedina di scambio tra giochi politici e leggine excirielli, sarà lo stupore nel vedere gli avversari interni del Cavaliere cadere ad uno ad uno (Follini, un remissivo Fini…), sarà la sensazione che si va a un referendum in cui i numeri sono tutti contro la riforma. In ogni caso, gli ultimi mesi sono stati surreali, con un governo sempre più alla canna del gas che proprio per questo riesce a fare cose impensabili per altri governi ed altre maggioranze.

Una cosa è certa: del tanto bistrattato “teatrino della politica” Berlusconi è ormai un maestro, e grazie alle balle, alle pressioni e alle risorse economiche si sta giocando la battaglia della vita, distruggendo tutto nel suo passaggio. Non è esattamente un buon pensiero per i mesi a venire.

Scritto da alessio alle 17:33