La settimana scorsa sono stato al concerto dei Baustelle, gruppo di cui avevo sentito parlare per la prima volta recentemente, ignoranza della quale dovrei quasi vergognarmi secondo molti fan. Il concerto era al Covo di Bologna, locale minuscolo e storico per la musica “indie”. Peccato per l’acustica, più adatta a gruppi rock che alla comprensione di testi intriganti in italiano.
In ogni caso, nella settimana successiva ho ascoltato con attenzione il disco che li sta portando al successo anche commerciale, La malavita, che fa il giro di tutte quelle potenti organizzazioni (Radio Deejay, MTV) che indie proprio non sono e che ora sembrano prendersi carico del “lancio” definitivo del gruppo. Piacevole ma non eccezionale, più pop italiano che rock, e la sensazione di un momento di svolta, che li vedrà per sempre lontani in futuro da locali piccoli e fumosi come il Covo.
Certo, La guerra è finita è immediatamente apprezzabile e godibile, sia per musica che per testo, probabilmente troppo: e il fatto che si chiuda non con un assolo di chitarra ma con un giro di archi campionati (vedi commenti) è forse meno casuale di quel che sembra. Destinati presto a un successo per un pubblico ben più ampio, direi.
Archi campionati un cazzo!!! Leggiti le note sul libretto del cd!
Spedito da Fuzz, 15 Dicembre alle 16:15