20 Gennaio 2005

Dimenticate visioni del futuro

Il Future Film Festival di Bologna è sempre una fonte di sorprese e riscoperte, e per questa edizione il regalo di stamattina potrebbe essere quasi sufficiente (ma non ci fermeremo qui!). THX 1138 (L’uomo che fuggì dal futuro) è un film del 1970 più che altro ricordato con una nota a pié di pagina perché è il primo lungometraggio di George Lucas, che poi girerà il solo American Graffiti prima di dedicarsi esclusivamente all’epica di Guerre Stellari.

Ma si tratta invece di un film di fantascienza molto affascinante, girato benissimo e che si regge in maniera autonoma.

Concettualmente basato su un cortometraggio girato dallo stesso Lucas da studente (proiettato prima del film vero e proprio, e già notevole per qualità) descrive un futuro politicamente cupo ma tecnologicamente impeccabile in cui i cittadini-lavoratori sono numerati e controllati in ogni aspetto della propria vita. Il protagonista, THX 1138, si ribellerà al sistema attraverso l’amore con una donna commettendo sia peccati di ribellione che sessuali, in quanto l’erotismo in quel mondo è sostituito da molti anti-depressivi.

C’è molto 1984 quindi nella rappresentazione, e anche una sorta di Grande Fratello, ma la sceneggiatura pesca ovviamente da molte altre opere basilari come Il mondo nuovo di Huxley per poi comunque creare una narrazione originale e con punte di estremo interesse. Personalmente, sono rimasto particolarmente colpito dall’approccio “economicista” del Potere unico, che “cura” (leggi: incarcera e reprime) i propri cittadini fino a quando il costo monetario non supera il budget allocato ad ogni essere umano, per poi abbandonarli al proprio destino se l’operazione risulta troppo costosa. Più che una metafora, una spiegazione delle politiche sociali di molti stati…

Davvero un film molto interessante, e credo che invece di venire ricordato solo perché diretto da Lucas, sia stato per questo penalizzato e raramente riproposto quando il regista americano è passato a un modello di fantascienza quasi opposto come ispirazioni. Quasi mai visto, infatti, il film esce ora in una versione director’s cut in DVD (quella proiettata al Festival, come abbiamo accertato quando il computer Windows ha fatto reboot…), l’alternativa fino ad ora era cercarselo in Rete, e anche su questo ci sarebbe da aggiungere qualcosa.

Scritto da alessio alle 15:51