12 Dicembre 2004

Non siamo a teatro

Ero partito abbastanza prevenuto, ma Closer di Mike Nichols è un film veramente irritante oltre ogni aspettativa, con difetti tali che il lusso della confezione e degli attori (Natalie Portman, Jude Law, Julia Roberts e Clive Owen) rende persino più evidenti: al secondo dialogo mi sono girato verso il mio amico e ho chiesto “ma stanno scherzando? Chi parla così?”.

In effetti quella che doveva essere una sceneggiatura non era altri che la messa in scena della commedia di Patrick Marber, e l’origine teatrale era palese nella scansione delle scene che sono tutti dialoghi tra i personaggi principali in un luogo “chiuso” (anche nei pochi casi di scene all’aperto) declamati con la tonalità, lo stile e la retorica del palcoscenico e quindi pateticamente fuori posto sulla pellicola. Senza nessun tentativo di trovare una via cinematografica al testo, Mike Nichols si limita a tenere la macchina da presa dritta e a fotografare bene una Londra che per evitare di cadere nei luoghi comuni cade su luoghi comuni ammodernati (South Bank, London Aquarium, musiche di Bebel Gilberto e una canzone di Damien Rice).

A questo vanno aggiunti dialoghi “profondi” messi in bocca a personaggi capaci di accettare il tradimento della moglie fornendo freddamente una dettagliata e assai accurata analisi psicologica del compagno, conditi con dettagli erotici che dovrebbero far passare gli stessi personaggi come “autentici”. Sembrava Bergman senza profondità, Woody Allen senza umorismo! Per quanto la traduzione italiana possa aver aggiunto difetti (da dove sarà uscita la parola “maschione” usata a piene mani per tutto il film?!) non c’è dubbio che il testo aveva bisogno di un consistente lavoro di rimaneggiatura prima di poter essere filmato.

Insomma, Closer può anche essere stato un buon lavoro teatrale, ma sembra che tutto il lavoro fatto per adattarlo al grande schermo sia stato trovare quattro belli attori e delle costose location. Un po’ poco.

Scritto da alessio alle 19:07
1 commento

Le performance attoriali non erano male e anche qualche battuta
(“Ma tu mi hai baciato!”
“Cosa hai, dodici anni?”)

Ma in effetti dialoghi e situazioni sembravano davvero irreali, anche considerando l’approccio teatrale (discontinuo, comunque)che è stato dato.

Mi aspettavo molto di più!

Spedito da Svaroschi, 26 Dicembre alle 17:08