Gli eventi che vanno sviluppandosi in Ucraina mi lasciano uno strano retrogusto, come la sensazione di essere tenuto all’oscuro di quello che accade veramente: è ovvio ormai che i media e la comunità “occidentale” puntano a una replica della cosiddetta “Rivoluzione delle rose” georgiana, ma con ancora meno elementi a nascondere quello che è un colpo di stato con l’aiuto della piazza.
Questo non toglie che il governo di Kuchma (di cui il “democratico” Yushchenko è stato primo ministro solo pochi anni fa) sia poco meno che dittatoriale, e che le elezioni siano state truccate in favore del delfino Yanukovich come peraltro accade in quasi tutti i paesi dell’ex-Unione Sovietica. Ma ovviamente le cose sono un po’ più complicate.
Non ha aiutato un articolo di qualche settimana fa su l’espresso di tal Andrzej Stasiuk secondo cui “le elezioni ucraine definiranno la situazione dell’intero continente per i prossimi anni e decenni” e tutto perché l’Ucraina “russificata” confina con la Polonia, patria dell’autore. Ah, i polacchi che perdono sempre l’occasione per star zitti, come disse giustamente Chirac… Certo si scontrano due visioni geopolitiche, ma la visione “di Putin”, ovvero della Russia e dei russofoni, lungi dall’essere imperiale è sensata e comprensibile, se non corretta, o auspicabile.
Giulietto Chiesa, paranoico (e lo intendo come un complimento) ma spesso corretto analista delle vicende di Mosca, ha sottolineato come i milioni di russofoni delle regione orientali dell’Ucraina siamo molto preoccupati per cosa potrebbe succedere con un governo Yushchenko, nazionalista e “filo-occidentale” nel senso di ostile alla Russia, allineato agli Stati Uniti e fautore di un avvicinamento all’Unione Europea. Questo anche a causa della sospensione di molti diritti dei russi che vivono nei paesi baltici (Estornia, Lettonia, Lituania) a cui è stato permesso di entrare nell’UE pur trattando una parte consistente dei loro cittadini in maniere che consideriamo inaccettabili in altre areee del mondo. Tutto questo senza nemmeno parlare di regioni come la Crimea, etnicamente, linguisticamente e storicamente russe ma unite all’Ucraina con decisione amministrativa da Krusciov.
Ma anche Jonathan Steele sul Guardian fornisce un’analisi ben diversa dalle semplificazioni preponderanti, e sottolinea come la “spontanea” opposizione sia in realtà massicciamente finanziata ed organizzata da Washington ed abbia modi di operazione non molto compatibili con quelli di “associazioni di studenti”, e pure con vizi anti-democratici propri. In realtà queste organizzazioni sono del tutte simili e collegate a quelle serbe e georgiane che hanno condotto le recenti “rivoluzioni” filo-occidentali. Al tempo stesso i sostenitori di Yanukovich e le loro manifestazioni sono invece trattate come operazioni di regime.
(Aggiornamento: il BHHRG, qui citato per un suo rapporto di segno opposto, sembra essere un gruppo di monitoraggio molto discutibile. In un certo senso però questo rinforza la tesi, che bisogna stare attenti a chi dice cosa e cercare di guardare oltre le apparenze.)
Dovremmo guardarci in faccia: in Ucraina si scontrano due ipotesi geopolitiche, e le potenze estere (Stati Uniti, Russia, UE) sostengono ciascuna quella più funzionale ai propri interessi. Ammetto che la vittoria di Yushchenko sia auspicabile, e probabilmente positiva per la maggior parte degli ucraini (ma non tutti), ma dipingere questo scontro come uno “tra civiltà e arretratezza” non è solo ingannevole ma anche pericoloso per l’integrità stessa dell’Ucraina, e le legittime preoccupazioni della Russia. Una soluzione negoziale è assolutamente necessaria, mentre parlare di secessione da parte di alcune regioni non è più tabù.
Scritto da alessio alle 18:49Anch’io avevo questa sensazione, quando e` tutto bianco o tutto nero la cosa non mi convince, e questo e` uno di quei casi. Come sempre il tuo blog e` interessantissimo ;-)
Spedito da MG55, 29 Novembre alle 15:49Non posso che unirmi ai complimenti. Credo che linkero’ a questo post.
Spedito da Angelo, 30 Novembre alle 23:55alessio, in che senso dici che il bhhrg è un gruppo molto discutibile? hai trovato qualche qualche loro dato dubbio, o critiche mosse a loro?
Spedito da delio, 4 Dicembre alle 17:49
Con un po’ di ritardo il contadino ha letto questo post di Alessio che parla delle cose complicate in Ucraina e delle apparenze generate dai media. La storia del falso avvelenato per esempio gira anche sui blog. Ma quello che riporta il sito tedesco Zn…
Un altro articolo, sempre sul Guardian (che se non altro si conferma un quotidiano capace di ospitare voci molto diverse), sottolinea come il BHHRG e il suo portavoce John Laughland si siano sempre trovati a sostenere i regimi autoritari dell’Europa centrale ed orientale, per esempio quello di Milosevic o quello della Bielorussia. Anche se onestamente il pensiero che le elezioni ucraine siano un tassello di una generale strategia anti-russa non mi pare poi fantascientifica…
http://www.guardian.co.uk/ukraine/story/0,15569,1362616,00.html
Spedito da alessio, 5 Dicembre alle 21:03