Continuando a circumnavigare il cosiddetto “film-evento” La Passione di Cristo, ne ho visti degli spezzoni trasmessi da Porta a porta e ripresi da Blob (come dire, non c’è rifugio).
Lo vero straniamento è quello dei dialoghi, in quanto si tratta di un film recitato in aramaico, evento raro anche se sorprendentemente non unico. O, per meglio dire, in una lingua che si suppone identica a quella che si pensa usassero gli ebrei dell’epoca nella vita quotidiana; cautela necessaria perché mi viene detto che il latino del film sembra uscito da una versione di prima ginnasio…
In ogni caso, questa lingua per noi sconosciuta e distante, unita all’evidente difficoltà di recitazione da parte degli attori, rende improbabile il dialogo, tanto che sembra che l’audio sia stato (come da scherzo ben oliato) montato al contrario sulle immagini. Così alla fine mi è tornata alla mente la scena della fattoria svedese in Top Secret!. Non credo che fosse questo l’effetto auspicato da Mel Gibson.
Scritto da alessio alle 17:42