Mamma RAI ha compiuto cinquant’anni di trasmissioni regolari, e la notizia non è certamente passata inosservata tra annunci e celebrazioni varie. Del tutto comprensibile, e anche il gusto un po’ retró di certe feste faceva parte del gioco.
La RAI si è rimessa in questa occasione al centro della scena televisiva italiana, e non solo per polemiche, ma è stata illuminante una reazione (piccola ma piccata) di chi oramai comanda lo stile e il mercato dell’etere radiotelevisivo in Italia: la Mediaset del cav. Berlusconi.
Mentre facevo distrattamente zapping il sabato pomeriggio sono incappato in un programma evidentemente improvvisato all’ultimo istante (non era riportato sull’allineato Sorrisi e Canzoni TV) che passava in carrellata vent’anni delle televisioni del biscione, con programmi, presentatori e soubrettine. Il titolo era Ci siamo anche noi, che evidenziava un certo fastidio.
Con tutto il male che si può pensare della RAI, questa giustapposizione di frammenti di Canale 5, Italia Uno e Retequattro rendeva chiaro cosa ha portato lo stile berlusconiano nella TV italiana: tante, tantissime pailettes e lustrini, ragazzotte svestite, sorrisi a 68 denti (il vero tratto del fondatore, ora trasformato in ghigno) e un’aria americana che prima era assente sui nostri schermi. Fortunatamente assente, viene da dire vent’anni dopo guardando il disastro culturale dei nostri giorni.
Ma ancora più esplicito era il tono del commento, sempre osannante nei confronti della “ricchezza delle scenografie” e che non mancava di sottolineare come “queste cose in RAI non si erano mai viste”, o addirittura di commentare sulla bellezza delle annunciatrici “mentre quelle della televisione di stato…” Ora che la RAI ha purtroppo assunto come stilemi gli stessi lustrini e pailettes (e ragazzotte e grandifratelli) il tentativo più o meno esplicito è quello di rappresentare la televisione di stato come la preistoria prima dell’avvento della vera e unica televisione possibile, quella commerciale-berlusconiana.
Mi dispiace per i volenterosi speaker di questa trasmissione, ma la storia della TV in Italia resta una storia RAI. La Cittadella e La Freccia Nera saranno ormai più mitizzati che ricordati, ma certo se in un’ora di riassunto il meglio che si mostra sono due prodotti americani come Dallas o Uccelli di rovo, la discussione finisce subito. Le trasmissioni celebrative della TV di stato mostrano telegiornali, Sergio Zavoli, il maestro di Non è mai troppo tardi e anche Portobello; quelle della TV commerciale Boldi e Pozzetto o le trasmissioni delle barzellette.
Ridateci la RAI. Non è la BBC, ma ci manca.
Scritto da alessio alle 11:54