30 Gennaio 2004

Dopo la bomba

E no, my Lord, il suo rapporto non mi convince per nulla. La definizione di un rapporto “sbilanciato”, che è quanto mai un eufemismo in questo caso, comincia a fare capolino persino nella stampa britannica, che non si può permettere di criticare apertamente un Lord della legge.

Il rapporto getta al croce della morte del Dr David Kelly esclusivamente sulla BBC (i cui amministratori, seguendo una buona tradizione, si sono immediatamente dimessi) e sul giornalista David Gilligan mentre persino Geoff Hoon, il ministro della difesa che era stato pronosticato come il capro espiatorio, non ha preso nemmeno un buffetto. Tutto quello che il giudice ha avuto da dire riguardava “questioni di stile”; probabilmente nemmeno al governo britannico sognavano di cavarsela così a buon mercato. Persino il morto, Kelly, viene descritto come “un tipo difficile”, un giudizio che non avrebbe sfigurato in bocca a Scajola.

Un’esegesi dettagliata richiederebbe troppo tempo, ma al cuore di tutto resta la sensazione che per Lord Hutton il governo non possa essere responsabile se non viene preso a dire bugie palesi; che un funzionario ministeriale come Kelly debba starsene zitto ed obbedire; e che la BBC non possa che fornire notizie certificate e timbrate, meglio se dal governo stesso. Ogni interpretazione degli avvenimenti non può che discendere da una visione della realtà e quella del Lord, si scopre, è enormemente vecchio stile.

Questo per tacere delle omissioni del rapporto: se è vero che l’incarico di Hutton era limitato alle cause della morte di Kelly, è stato però sorprendente notare che la causa scatenante dell’incidente tra BBC e governo che ha stritolato l’esperto, l’accusa di avere “gonfiato” la storia dei soli 45 minuti necessari all’esercito iracheno per colpire con armi non convenzionali, sia stata accantonata senza profonde analisi proprio nel momento in cui nessuno al mondo crede più alla storia delle armi di distruzioni di massa di Saddam su cui Blair aveva giurato e spergiurato.

Ma guardando in casa nostra non si possono non notare un paio di cose: i giornali italiani non hanno perso tempo a salire sul carro di Blair, senza contestualizzare e senza andare al cuore delle contraddizioni del rapporto, con un sospiro di sollievo nel non dover, mai più, subire la pressione della “perfetta BBC”. È come quando il primo della classe sbaglia, a tutti alla fin fine fa molto piacere: si sprecano i commenti sulla “lezione sul giornalismo fanatizzato”, che appaiono su giornali tipo Il Foglio, e ho detto tutto.

Scritto da alessio alle 08:54
4 commenti

Il buon Blair avrà vinto la battaglia ma mi sa che la guerra è lunga dall’ esser conclusa. Ora che si è dimesso Dyke può parlare liberamente:

Mr Dyke also questioned Lord Hutton’s conclusion that the MoD had properly cared for Dr Kelly, insisting: “If that’s showing a duty of care I’m glad I don’t work there.”

Il governo Blair sta cominciandosi a credere “invulnerabile”, qualcuno dovrebbe ricordargli sia la Thatcher che Churchill. I backbenchers e l’ elettorato britannico non perdonano e non dimenticano.

Spedito da Arrigo, 30 Gennaio alle 09:22

Mmh, manca il link, ovviamente alla BBC:

http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/politics/3443241.stm

Spedito da Arrigo, 30 Gennaio alle 09:22

A me quel che da più fastidio è che su molti giornali italiani la gente, scommetto senza aver letto una riga del rapporto Hutton, che è peraltro di200 pagine e fischia, se ne è uscita con articolesse improbabili sulla fine del giornalismo della BBC.
Un po’ di pudore, suvvia …

Spedito da MArco, 1 Febbraio alle 17:05

Su Repubblica di oggi (domenica 1º febbraio) c’è un lungo e interessante commento di Carlo Bonini & Giuseppe D’Avanzo, la supercoppia investigativa che ha scritto per prima di Telekom Serbia ma anche nei giorni scorsi dei buchi nell’acqua delle indagini anti-islamiche in Italia. Non credo che sia disponibile online.

La tesi è che la vicenda BBC viene immediatamente strumentallizzata da tutti quelli, all’interno del mondo della comunicazione, a cui dà fastidio il giornalismo investigativo e che “disprezzano i contropoteri” : si gonfiano i ranghi degli “opinionisti” che commentano su tutto, ma mancano quelli che vanno a verificare i fatti sul campo. La BBC doveva limitarsi alle veline governative, cosa si era messa in testa?

Spedito da alessio, 2 Febbraio alle 00:24