5 Luglio 2003

Le dimissioni mancanti

È cosa nota che tra le tante cose buone che abbondano in Italia non c’è la pratica delle dimissioni, che avvengono solo in casi limite (o ben oltre il limite) e molto spesso sono solo la maschera per un solenne calcio nel fondoschiena deciso altrove.

Se ci fosse bisogno di prova scientifica, gli ultimi giorni ci hanno regalato un campionario di dimissioni mancate: il presidente della FIGC Carraro viene ripetutamente smentito dalla magistratura sul cosiddetto “caso Catania” e a tutt’oggi non si sa se la Serie B 2002-2003 sarà a 20, 21, 24 o 42 squadre; il presidente della Regione Sicilia Cuffaro viene interrogato per ore con l’accusa di vicinanza alla mafia, ma precisa che la sua idea di dimettersi era solo dovuta ad “un momento di debolezza”; il ministro Tremonti perde il suo status di “superministro dell’Economia” e viene di fatto messo sotto la tutela del famoso economista Gianfranco Fini - non si sa nulla di dimissioni perché sono mesi che Tremonti non si fa praticamente vedere in pubblico!

E, last but not least, chi è così immaginifico da pensare che Silvio Berlusconi possa offrire le proprie dimissioni per avere combinato un pasticcio, peggiorato le cose, chiesto scusa, ritrattato le scuse, ed essere pronto ad andare avanti così? Nessuno, ovviamente.

A parte che con la nuova leggina non appena si dimette si ritroverebbe i magistrati alla porta di casa: meglio non correre nemmeno il rischio…

Scritto da alessio alle 10:00
1 commento

Atterriti dal’ìdea di dover dire che dare del kapo ad un parlamentare tedesco sia un’indecenza, eccoci ricadere nello stile italico…

Apparso su Picchi di giornalismo, 8 Luglio alle 17:53