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        <title>One Last Chance to Make It Real</title>
        <link>http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/</link>
        <description>Il weblog di alessio (reloaded)</description>
        <language>it</language>
        <copyright>Copyright 2008</copyright>
        <lastBuildDate>Sun, 23 Nov 2008 00:41:15 +0100</lastBuildDate>
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            <title>No, non è la BBC</title>
            <description><![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="youtube-ads.png" src="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/11/youtube-ads.png" width="459" height="361" class="mt-image-center" style="text-align: center; display: block; margin: 0 auto 20px;" /></span></p>

<p>Sin dall'acquisizione di YouTube, Google ha avuto problemi per trasformare il costoso e famoso servizio di video in una macchina redditizia; ora pare voglia andare per le spicce inserendo pubblicità pesante e molto invasiva dentro il video stesso, come dimostra questo screenshot.</p>

<p>Cosa c'entra la pubblicità per "Gay Marriage"? Forse perché questo video era inserito in un <a href="http://andrewsullivan.theatlantic.com/the_daily_dish/2008/11/better-than-fre.html">post</a> del blog di Andrew Sullivan, giornalista conservatore e omosessuale. Vedo problemi...</p>]]></description>
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            <pubDate>Sun, 23 Nov 2008 00:41:15 +0100</pubDate>
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            <title>Four More Years, Reloaded</title>
            <description><![CDATA[<p>Poche cose passano come il tempo. Andare a riguardare cose scritte nel passato è un esercizio di umiltà come nessun altro. Quattro anni fa, e sembra un secolo, concludevo la mia personale partecipazione alle elezioni americane con <a href="/weblog/2004/11/four.html" title="Too Old to Weblog: Four More Years">un post buio e pessimista</a> che non lasciava speranze a un Partito Democratico che non solo aveva di nuovo con <span xml:lang="en-US" lang="en-US">John Kerry</span> perso la presidenza sul filo di lana, ma che era stato buttato all'opposizione sia alla Camera che al Senato. Un'opposizione che sembrava sarebbe stata eterna.</p>

<p>Solo due anni dopo invece i Democratici hanno riconquistato il controllo del Congresso, e le screditate politiche di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Bush-Cheney</span> hanno distrutto la base elettorale dei Repubblicani. Come pronosticato <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Bush</span> ha eletto un nuovo <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Chief Justice</span> della Corte Suprema, ma l'equilibrio della Corte non è ancora stato rotto e questo compito ricadrà comunque nelle braccia del 44° presidente.</p>

<p>Raramente sono stato così felice di avere sbagliato analisi (non che sia stato il solo, ovviamente) anche se in un angolo di uno degli ultimi paragrafi ho trovato una nota che mi ha fatto sorridere:</p>

<blockquote>il panorama è desolante, con la sola vittoria di Barack Obama in Illinois a dare un po&#8217; di speranza</blockquote>

<p><i xml:lang="en-US" lang="en-US">Hope.</i></p>]]></description>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">obama</category>
            
            <pubDate>Tue, 04 Nov 2008 18:58:28 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Voglie anglosassoni</title>
            <description><![CDATA[<p>Si dice troppo spesso di come il nostro paese sia slegato da modi e stili europei, eppure per un pestaggio fatale a un ragazzo di colore al grido di 'sporco negro' si afferma che non si trattava di motivi razziali, mentre per i cori 'Duce Duce' allo stadio di Sofia certamente non si può dare una connotazione politica.</p>

<p>È insomma bello che anche in Italia si stia affermando la cultura britannica dell'<i xml:lang="en" lang="en">understatement</i>.</p>]]></description>
            <link>http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/10/understatement.html</link>
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            <pubDate>Mon, 13 Oct 2008 14:57:00 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Mala tempora</title>
            <description><![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="paroladidio.png" src="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/10/paroladidio.png" width="560" height="76" class="mt-image-center" style="text-align: center; display: block; margin: 0 auto 20px;" /></span></p>

<p>Titolo di <a href="http://www.repubblica.it"><i>Repubblica.it</i></a> di oggi; io penso solo che qualche anno fa nessuno si sarebbe permesso di dire o pubblicare cose del genere.</p>]]></description>
            <link>http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/10/mala-tempora.html</link>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">creditcrunch</category>
            
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">repubblica</category>
            
            <pubDate>Mon, 06 Oct 2008 12:03:48 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Uno non bastava</title>
            <description><![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://alaovest.menstyle.it"><img alt="alaovestbadge.png" border="0" src="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/09/alaovestbadge.png" width="180" height="180" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></a></span> Probabilmente stanchi delle mie continue divagazioni sulle elezioni americane gli amici di <a href="http://life.menstyle.it/community/">MenStyle.it</a> mi hanno proposto di aprire un blog a tema. Siccome la fantasia non è il nostro forte eccolo qua: <a href="http://alaovest.menstyle.it"><i>L'Ala Ovest</i></a>.<br clear="all"></p>]]></description>
            <link>http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/09/menstyle.html</link>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">America</category>
            
            
            <pubDate>Mon, 29 Sep 2008 23:57:34 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Non vendere la pelle dell&apos;alce prima di averlo ucciso</title>
            <description><![CDATA[<p>Mentre la campagna di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">John McCain</span> si avvita su sé stessa, credo sia ormai ora di dare sfogo all&#8217;ossessione che ha consumato buona parte del mio tempo online delle ultime settimane fino al punto di suscitare commenti preoccupati da parte di chi mi stava vicino&#133; Chi è veramente la candidata scelta da <span xml:lang="en-US" lang="en-US">McCain</span> per la vicepresidenza? E soprattutto, perché il vecchio senatore ha scelto una come <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sarah_Palin" hreflang="en" xml:lang="en-US" lang="en-US" title="Wikipedia Entry: Sarah Palin">Sarah Palin</a>?</p>

<p>Si sono spesi fiumi di inchiostro (reale o virtuale) sulla <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Palin</span> dopo la convention repubblicana di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">St.&nbsp;Paul</span>, e molte pagine adoranti su quella che sembrava essere una nuova icona femminile, perdipiù conservatrice e simile al prodotto di un telefilm come <i>Quella casa nella prateria</i>. Purtroppo le prime analisi hanno peccato di ingenuità, concentrandosi più sul fatto che si trattasse di una donna e quindi (con un&#8217;equazione semplicistica) destinata a pescare nell&#8217;elettorato delle fedeli deluse di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Hillary Clinton</span>. In realtà, l&#8217;essere una donna è stato a mio avviso più un elemento di (desiderato) disturbo più che una caratteristica vera e propria nella scelta del candidato, e questa facciata comincia a cadere ora che l&#8217;impreparazione della <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Palin</span> si dimostra fuori di ogni dubbio.<br />
</p>]]><![CDATA[<p>La prima, fondamentale ingenuità è pensare che <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Sarah Palin</span>, governatrice repubblicana dell&#8217;Alaska da meno di due anni, sia stata &#8220;scelta&#8221; da <span xml:lang="en-US" lang="en-US">John McCain</span>: come ampiamente riportato dai siti specialistici nelle settimane prime della convention repubblicana, il vecchio senatore avrebbe preferito un <i lang="en" xml:lang="en">running mate</i> moderato con cui avesse un forse legame personale, come <a xml:lang="en-US" lang="en-US" hreflang="en" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tom_Ridge" title="Wikipedia Entry: Tom Ridge">Tom Ridge</a> o addirittura il senatore <a xml:lang="en-US" lang="en-US" hreflang="en" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Joe_Lieberman" title="Wikipedia Entry: Joe Lieberman">Joe Lieberman</a>, già candidato vicepresidente con <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Al Gore</span> nel 2000 e in rotta con il Partito Democratico. Aldilà delle preferenze personali questo avrebbe avuto anche una valenza politica, sottolineare le posizioni centriste di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">McCain</span> (o sarebbe meglio dire &#8220;presunte posizioni centriste&#8221;&#133;) e il suo appeal verso gli elettori indipendenti, lo stesso che ha aiutato a vincere le primarie e che potrebbe fare la differenza nei confronti di Barack Obama.</p>

<p>Invece come già sottolineato in un altro post, dopo la vittoria nelle primarie <span xml:lang="en-US" lang="en-US">McCain</span> è diventato il candidato del Partito Repubblicano e insieme al ruolo sono iniziate le trasformazioni, e ora si può dire con certezza che il vecchio senatore non è assolutamente al comando della propria campagna elettorale che è gestita nella strategia quotidiana da <a hreflang="en" xml:lang="en-US" lang="en-US" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Steve_Schmidt" title="Steve Schmidt - Wikipedia, the free encyclopedia">Steve &#8220;The Bullet&#8221; Schmidt</a>, un allievo di quel <a xml:lang="en-US" lang="en-US" hreflang="en" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Karl_Rove" title="Wikipedia Entry: Karl Rove">Karl Rove</a> che ha fatto vincere <span xml:lang="en-US" lang="en-US">George W.</span> Bush in Texas e alla Casa Bianca. E di tattica roviana la scelta della <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Palin</span> puzza lontano un miglio: se infatti andiamo a studiare le precedenti elezioni del 2000 e 2004 (vinte &#8220;di misura&#8221; - per usare un eufemismo - da Bush) si vede che il texano pur venendo da una famiglia di affaristi e presentandosi come un &#8220;conservatore compassionevole&#8221; si è appoggiato soprattutto alla destra religiosa che negli ultimi anni in America è cresciuta sino a diventare il fattore elettoralmente più importante e un gruppo di pressione che tiene in pugno il <i xml:lang="en-US" lang="en-US">Grand Old Party</i>.</p>

<p>Dal punto di vista strategico, <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Rove</span> e la campagna di Bush hanno sempre preferito al cercare consensi al centro l&#8217;avere il sostegno pieno di questa fascia di confine di elettorato: questi non avrebbero ovviamente votato per <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Gore</span> o <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Kerry</span>, ma potevano tranquillamente starsene a casa se il candidato repubblicano non si fosse allineato sui temi sociali e religiosi (aborto, omosessualità e, ehm, armi da fuoco). In un certo senso la scelta è stata rivoluzionaria per le elezioni presidenziali americane che si erano fino a quel punto giocate sul convincere large fasce di elettori classe media fluttuanti tra i due partiti; la parola chiave di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Rove</span> è stata invece la <em>mobilitazione</em>, e il gioco è stato poi seguito giustamente anche dai Democratici come dimostra il film di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Michael Moore</span> <a xml:lang="en-US" lang="en-US" hreflang="en" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Slacker_Uprising" title="Wikipedia Entry: Slacker Uprising"><i>Slacker Uprising</i></a> appena uscito, peccato che <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Rove</span> e amici di Bush siano stati più abili nel giocarlo. Ad esempio durante le elezioni del 2004 in diversi stati chiave furono abbinati alle schede elettorali anche referendum locali su vari temi come i matrimoni gay o la legalizzazione delle droghe che spinsero anche i più riluttanti elettori della destra religiosa a recarsi al seggio per votarli (di martedì, quindi giorno lavorativo) e già che c&#8217;erano a dare il loro voto per i candidati repubblicani da Bush in giù.</p>

<p>Cosa c&#8217;entra questo quindi con la <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Palin</span>? Gli strateghi del <span xml:lang="en-US" lang="en-US">GOP</span> sapevano che c&#8217;era bisogno di una candidata alla vicepresidenza che rassicurasse questo elettorato religioso, visto che <span xml:lang="en-US" lang="en-US">McCain</span> passa per uno più &#8220;soft&#8221; sulle tematiche sociali (anche se è anti-abortista, pur cercando di farlo notare poco) e le sue preferenze di candidati assolutamente impresentabili sotto questo punto di vista. E poi serviva una &#8220;scossa&#8221; che desse nuova energia a una campagna elettorale che stava finendo la benzina restando indietro di quei pochi punti nei sondaggi che certificavano il disastro imminente il 4 novembre. Ecco che dal cappello si tira fuori una conservatrice senza se e senza ma che entusiasma la base: il guru dei talk show radiofonici di destra <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Rush Limbaugh</span> l&#8217;ha definita &#8220;parte di quello che noi amiamo: Gesù, armi e bambini&#8221; e penso che dica già tutto. E poi, come donna e quindi prima candidata vicepresidente nella storia dei Repubblicani (la seconda in assoluto dopo <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Geraldine Ferraro</span> nel 1988 per i Democratici) assicurava titoli e interesse e forse, perché no, anche una quota del voto femminile deluso dalla sconfitta al fotofinish di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Hillary</span>. Ma l&#8217;obiettivo principe non erano tanto le donne democratiche ma piuttosto gli uomini bianchi rurali o post-industriali di Virginia, Pennsylvania, Iowa, che non si sentono a loro agio con il candidato nero e intellettuale (anche se quasi sempre dice cose che loro condividono) e a cui piace invece la donna ruspante, belloccia e conservatrice che sembra una delle loro cugine - e sappiamo cosa succede tra cugini in quei posti&#133;</p>

<p>Per un po&#8217; c&#8217;è da dire che la cosa ha funzionato, infatti <span xml:lang="en-US" lang="en-US">McCain</span> ha avuto un sostanzioso &#8220;rimbalzo&#8221; dopo la convention che l&#8217;ha anche riportato davanti ad Obama nei sondaggi, e soprattutto le donazioni di fondi alla campagna elettorale hanno ricominciato ad arrivare copiose grazie all&#8217;effetto Palin. Però le bugie, così come <span xml:lang="en-US" lang="en-US">McCain</span>, hanno le gambe corte e poco alla volta l&#8217;effetto si è sgonfiato fino a essere, al momento, ormai annullato: non è nemmeno il fatto che la nordica cacciatrice di alci è palesemente impreparata, bugiarda, implicata in scandali e scandaletti (faremo magari in un altro post la lista della spesa) e alla fine di tutto forse nemmeno tanto furba, ma piuttosto che la sua scelta è stata tattica e finalizzata al risultato elettorale. In <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Sarah Palin, McCain</span> e i suoi hanno scelto un candidato e non un possibile vice, così come ha invece fatto con i possibili difetti Obama con <a xml:lang="en-US" lang="en-US" hreflang="en" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Joe_Biden" title="Wikipedia Entry: Joe Biden">Joe Biden</a>, veterano del Senato: si è trattato di una scelta affrettata (è ormai sicuro che il suo passato non è stato investigato, e <span xml:lang="en-US" lang="en-US">McCain</span> l&#8217;aveva incontrata una volta sola) e di corto respiro che non reggerà nemmeno fino alla data fatale del 4 novembre come speravano gli &#8220;strateghi&#8221; di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">McCain</span>. E infatti le voci di una sua sostituzione (&#8220;effetto <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Eagleton</span>&#8221;, dal nome dell&#8217;unico candidato alla vicepresidenza scaricato prima delle elezioni, nel 1968) per quanto improbabili hanno ricominciato a girare.</p>]]></description>
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            <pubDate>Sun, 28 Sep 2008 12:22:39 +0100</pubDate>
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            <title>Poteva andare peggio</title>
            <description><![CDATA[<p><a title="Search & Social - Media Experts" href="http://www.searchandsocial.com/images/widgets//social-media-expert.php" style="color: #353535; text-decoration: none; display: block; width: 286px; height: 128px; padding-top: 50px; padding-left: 17px; background: url(http://www.searchandsocial.com/images/widgets//images/social-media-expert.jpg) no-repeat; font-family: Times New Roman, sans-serif; font-size: 30px;">50%</a><p>This quiz was provided by - <a href="http://www.searchandsocial.com">Search & Social - Media Experts</a></p>
 ]]></description>
            <link>http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/09/social-media-addiction.html</link>
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            <pubDate>Sat, 27 Sep 2008 09:22:22 +0100</pubDate>
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        <item>
            <title>Lettera aperta agli organizzatori della Festa Democratica</title>
            <description><![CDATA[<p>Cari signori,<br />
leggo sull&#8217;edizione milanese de <em>La Repubblica</em> che presenze e incassi alla &#8220;Festa Democratica&#8221; di Milano, già meglio nota come Festa dell&#8217;Unità provinciale, si sono sensibilmente ridotti. Secondo la vostra opinione, ciò è dovuto &#8220;alla crisi economica&#8221;.</p>

<p>Da ex-tesserato dei <span class="caps">DS, </span>volevo farvi sapere che la vera o presunta situazione economica non ha giocato nessun ruolo nel fatto che io non abbia partecipato a nessuna serata della festa. Non sono venuto a Lampugnano perché mi fate schifo.</p>

<p>Cordialmente</p>]]></description>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Partito Democratico</category>
            
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">festa democratica</category>
            
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            <pubDate>Mon, 22 Sep 2008 10:21:10 +0100</pubDate>
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        <item>
            <title>Storie americane</title>
            <description><![CDATA[<p>Durante la lunga campagna elettorale per le presidenziali americane
(cominciata in realt&agrave; gi&agrave; un anno fa con le prime candidature)
ho scritto poco o nulla e non solo per colpa della generale afasia che ha
colpito questo blog: i media tradizionali nostrani fanno cadere le braccia su
questo argomento e impediscono qualsiasi discussione che vada oltre
&quot;meglio il nero o meglio la donna&quot; e d&#x27;altro canto Paolo in <a
href="http://giornalismoparma.typepad.com/paferrobyday/">paferrobyday</a> fa
giornalmente un lavoro da applausi per chi voglia seguire la corsa alla
successione di Bush 43. Cos&igrave; sono mesi che un post iniziato durante le
primarie democratiche resta nel cassetto.</p>

<p>Ma passato <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Labour Day</span> qualsiasi
prudenza comincia a cedere e le ultime settimane vedranno un&#x27;intensa
attivit&agrave; fino alla notte del 4 novembre; in pi&ugrave; dovr&ograve;
prima o poi scrivere qualcosa sulla <a href="http://delicious.com/alessio/sarahpalin" title="alessio's sarahpalin Bookmarks on Delicious">mia nuova ossessione</a>&hellip; Intanto
per&ograve; &egrave; successo qualcosa che ci ha segnato e che va, in un certo
modo, ricordato: <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/David_Foster_Wallace"
hreflang="en" xml:lang="en-US" lang="en-US">David Foster Wallace</a> ha
deciso di lasciare il party in anticipo lasciandoci soli con le pagine
gi&agrave; scritte e senza le speranze di nuovi racconti di ossessioni.
Ammetto di avere difficolt&agrave; con la sua scrittura, e di avere <i
xml:lang="en-US" lang="en-US">Infinite Jest</i> sul tavolino da mesi con
segnalibro intorno a pagina 150 (un 10% scarso del totale, quindi), ma
recentemente sono invece riuscito a leggere di un fiato <a lang="en" xml:lang="en" href="http://www.anobii.com/books/01159f4d5e2ce6161c/">McCain's Promise</a>,
rimaneggiamento in volume di un articolo inizialmente scritto per <i
xml:lang="en-US" lang="en-US">Rolling Stone</i> al seguito della campagna
presidenziale di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">John McCain</span> nel
2000. &Egrave; anche grazie a questo piccolo saggio-racconto che sono riuscito
a capire il candidato repubblicano di allora e il fatto che il <span
xml:lang="en-US" lang="en-US">John McCain</span> del 2000 ha poco o niente in
comune con il <span xml:lang="en-US" lang="en-US">John McCain</span> del 2008.
</p>]]><![CDATA[<p><acronym title="David Foster Wallace">DFW</acronym> scriveva a bordo del <i
xml:lang="en-US" lang="en-US">Straight Talk Express</i>, il pullman della
campagna elettorale di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">McCain</span>, o
per essere pi&ugrave; precisi (notazione importante nel punto di vista) dal
<span xml:lang="en-US" lang="en-US">Straight Talk Express&nbsp;2</span>, il
secondo autobus dove finivano gli inviati dei giornali meno importanti mentre
pochi eletti riuscivano a stare su quello principale insieme al candidato. Non
incontrer&agrave; mai a quattr&#x27;occhi il senatore e cos&igrave; la sua
narrazione sar&agrave; in qualche modo esterna, pi&ugrave; attenta alle
reazioni alle campagna di un pubblico di diversi tipi piuttosto che alla
campagna stessa.
</p>
<p>E insieme alle osservazioni sul circo dei media, sulla ripetitivit&agrave; di
un &ldquo;lavoro&rdquo; come quello di candidato, traspariva una forte
simpatia per il personaggio <span xml:lang="en-US" lang="en-US">McCain</span>,
accompagnata da una vera e reale paura per alcune delle cose estremamente di
destra sostenute dal candidato. Come se la naturale simpatia per il ruolo
politico che poteva assumere <span xml:lang="en-US" lang="en-US">McCain</span>
all&#x27;interno del Partito Repubblicano nascondessero i suoi estremismi,
soprattutto militari.
</p>
<p>L&#x27;altra cosa importante da sottolineare a chi andasse ora a rileggere
questa opera di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">DFW</span> &egrave; che
tratta delle primarie repubblicane <em>del 2000</em>: <span xml:lang="en-US"
lang="en-US">McCain</span>, senatore dell&#x27;Arizona, si metteva contro
l&#x27;establishment del Partito Repubblicano che aveva gi&agrave; scelto come
candidato il governatore del Texas <span xml:lang="en-US" lang="en-US">George
W. Bush</span>, il figlio di Bush 41. Il testo ricorda in pi&ugrave; battute
come la campagna si muovesse a un livello economico accettabile ma modesto (a
partire dal pullman) mentre quella del &ldquo;governatore&rdquo; aveva i mezzi
e il passo dei fondi illimitati; in questo l&#x27;immagine di <em
xml:lang="en-US" lang="en-US">maverick</em>, di eretico rispetto alle
posizioni del <acronym title="Grand Old Party" xml:lang="en-US"
lang="en-US">GOP</acronym> aveva per <span xml:lang="en-US"
lang="en-US">McCain</span> pi&ugrave; di un fondo di verit&agrave; e da qui
buona parte della simpatia di elettori repubblicani e indipendenti.
</p>
<p>Se andiamo avanti otto anni sino al presente, sappiamo come fin&igrave; la
corsa: la macchina deviata lungo una linea morta, verrebbe da dire. Dopo
alcuni buoni risultati nelle primarie iniziali alla fine <span
xml:lang="en-US" lang="en-US">McCain</span> cedette a Bush che ottenne la
nomination repubblicana, e poi la presidenza grazie all&#x27;aiutino da casa
del fratello governatore della Florida. <span xml:lang="en-US"
lang="en-US">McCain</span> cedette anche la sua fama di eretico pezzo a pezzo,
rientrando poco alla volta nell&#x27;ortodossia del <span xml:lang="en-US"
lang="en-US">GOP</span>, sostenendo Bush, la guerra e tutto il resto; nel
2008, esaurita la propria spinta propulsiva e a 70 anni suonati si trova a
ottenere quella stessa nomination cercata otto anni prima e ora rimasta senza
eredi apparenti visto lo sfascio di due mandati tra i pi&ugrave; oscuri della
storia americana. Ma dietro il nome &egrave; rimasto poco: quello che &egrave;
ora il candidato dell&#x27;establishment del partito e che ha trasformato lo
<span xml:lang="en-US" lang="en-US">Straight Talk Express</span> in un aereo
da campagna nazionale ha solo il nome di quello descritto da <span
xml:lang="en-US" lang="en-US">DFW</span>, il nome e qualcuna di quelle
intemperanze quasi fasciste nella visione del mondo.
</p>
<p>Il resto della campagna elettorale di <span xml:lang="en-US"
lang="en-US">McCain</span> &egrave; ormai evidentemente gestita dal partito, a
sua volta ormai dominato dalle componenti conservatrici e religiose; se la
mano sul volante non &egrave; quella di <span xml:lang="en-US"
lang="en-US">Karl Rove</span> (stratega delle elezioni di Bush), &egrave;
per&ograve; quella dell&#x27;erede <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Steve
&ldquo;The Bullet&rdquo; Schmidt</span>. E commentatori e alleati che avevano
apprezzato umanamente e politicamente <span xml:lang="en-US"
lang="en-US">McCain</span> ora si ritrovano delusi e traditi, e assistono
impotenti all&#x27;inutile e triste trasformazione di un vecchio soldato.</p>]]></description>
            <link>http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/09/mccain.html</link>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">America</category>
            
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">david foster wallace</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">dfw</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">john mccain</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">mccain</category>
            
            <pubDate>Sun, 21 Sep 2008 15:55:15 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>La terra mitica chiamata Inbox Zero</title>
            <description><![CDATA[<p>Parlando di <a href="/weblog/gtd/" xml:lang="en" lang="en">Getting Things Done</a> (GTD), uno degli aspetti pi&ugrave; dibattuti negli ultimi tempi &egrave; stato
quello della <i xml:lang="en-US" lang="en-US">Inbox Zero</i>, il movimento per
tenere &ldquo;pulita&rdquo; la propria casella di posta in modo da essere efficienti. <a
hreflang="en-US" href="http://www.43folders.com/izero"><cite lang="en-US"
xml:lang="en-US">Inbox Zero</cite></a> &egrave; stato cos&igrave; cos&igrave; battezzato sul famoso
sito <i xml:lang="en-US" lang="en-US">43&nbsp;Folders</i> di <span
xml:lang="en-US" lang="en-US">Merlin Mann</span> e ha una sua forza autonoma,
ma al tempo stesso ha radici nella GTD e in altri metodi di produttivit&agrave;.
</p><p>
L&#x27;idea di <em>Inbox</em> &egrave; indissolubilmente legata alla posta elettronica, e
per molti dei <i xml:lang="en" lang="en">geek</i> si tratta della principale
forma di informazioni in ingresso, ma per la GTD espandiamo l&#x27;idea di Inbox a
tutti quei mezzi che ci mandano nuove sollecitazioni e idee a cui dobbiamo
rispondere ed eventualmente decidere se trasformare in cose da fare oppure no.
In questo, la gestione degli input &egrave; fondamentale: vediamo quindi cosa si
nasconde dietro l&#x27;idea di Inbox Zero.</p>
]]><![CDATA[<p>La GTD chiama <em>Inbox</em> collettivamente i vari strumenti su cui appunto
riceviamo informazioni in ingresso, sia di natura lavorativa che personale: la
loro natura varia a seconda del lavoro e dello stile delle persone, e anche
del periodo storico. Per chi fa un lavoro tecnico ormai gran parte delle
informazioni arrivano via email, mentre lavori pi&ugrave; formali possono vedere la
tradizionale posta cartacea, documenti interni all&#x27;azienda, il voicemail (pi&ugrave;
diffuso in America che da noi) o al contrario i minimali SMS che per&ograve; spesso
portano importanti informazioni. Da non sottovalutare appunti sparsi, piccole
note scritte sui &ldquo;foglietti volanti&rdquo; e altri strumenti scelti per ricordarsi
le cose. La GTD suggerisce di gettare tutto questo materiale in una &ldquo;scatola&rdquo;
&ndash; che pu&ograve; essere una vera e propria scatola da scarpe, o i classificatori per
posta in ingresso o addirittura il piano nudo della scrivania: basta poi
pulirlo!
</p><p>
Tutti questi tipi di raccoglitori sono le parti di quello che chiamiamo Inbox,
ad esempio io ho senz&#x27;altro la posta elettronica, poi un po&#x27; di posta cartacea
(bollette, inviti, eccetera), gli SMS sul cellulare e le brevi note che prendo
su foglietti volanti durante le riunioni o anche solo quando mi viene in mente
qualcosa. Ritirando il bucato mi ricordo che bisogna comprare il detersivo?
Questo viene scritto in un foglietto che viene gettato nella &ldquo;scatola&rdquo; della
Inbox fisica. Ovviamente la Inbox, sia nella parte fisica che in quella
virtuale, poi va svuotata e ogni elemento processato e questo va fatto il
prima possibile &ndash; anche se la strategia migliore pu&ograve; essere quella di
prendersela con un po&#x27; di calma e dedicare un tempo ben definito e cadenzato
per processare una e una sola volta ogni oggetto trovato.
</p><p>
Possiamo allora guardare pi&ugrave; nel dettaglio il metodo suggerito da <span
xml:lang="en-US" lang="en-US">David Allen</span> nel suo libro e poi spiegato
nei particolari da <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Merlin Mann</span> con
particolare riguardo alla posta elettronica, sapendo che si applicher&agrave; nello
stesso modo anche ad altri aspetti della propria Inbox. La vera e unica regola
&egrave; quella che <strong>ogni elemento della Inbox va processato una e una sola
volta</strong>, possibilmente <strong>in ordine dal pi&ugrave; vecchio al pi&ugrave; recente
o viceversa</strong> (<span xml:lang="en-US" lang="en-US">Allen</span> stesso
suggerisce di partire con il pi&ugrave; recente per l&#x27;email, perch&eacute; spesso un
messaggio successivo ha gi&agrave; le risposte necessarie) e per ogni elemento si
deve <strong>decidere cosa farne senza rimetterlo nella Inbox</strong>. Gli
accaniti fruitori di posta elettronica che affogano in caselle ripiene di ogni
sorta di comunicazione avranno subito visto una differenza con l&#x27;abitudine di
cercare qualcosa di &ldquo;interessante&rdquo;, leggere mezzo messaggio, decidere di
ritornarci, e cos&igrave; via&hellip;
</p><p>
Ovviamente questo pu&ograve; essere ben chiaro, se non che bisogna capire come si pu&ograve; processare vaste quantit&agrave; di posta, e soprattutto che cosa si nasconde dietro il &ldquo;decidere cosa fare&rdquo; di un messaggio. Ecco che il metodo insegna che per ogni messaggio, preso uno alla volta, bisogna porsi queste domande:
</p>
<ul style="font-variant: italic;">
<li>Questo messaggio porta con s&eacute; un&#x27;azione da compiere?</li>
<li>Sono io la persona che deve compiere quest&#x27;azione?</li>
<li>Questa azione pu&ograve; venire fatta in meno di due minuti?</li>
</ul>
<p>
Queste domande, e le loro risposte, creano i passi per gestire il messaggio in ingresso.
</p><p style="text-align: center;">
<img src="http://silenceandvoice.com/wp-content/uploads/2008/03/emailzero.jpg" alt=""></p><p>
<em>Questo messaggio porta con s&eacute; un&#x27;azione da compiere?</em>
</p><p>

&Egrave; una richiesta di un&#x27;operazione o solo un messaggio informativo? Nel secondo
caso, l&#x27;unica destinazione per il messaggio &egrave; quella dell&#x27;archivio se si pensa
che il messaggio possa tornare utile in futuro come memoria storica oppure, e
meglio, quella del cestino!
</p><p>
<em>Sono io la persona che deve compiere quest&#x27;azione?</em>
</p><p>
Se il messaggio porta con s&eacute; un&#x27;effettiva operazione da compiere, spesso per&ograve;
la persona incaricata o pi&ugrave; adatta &egrave; un collaboratore o in ambienti di lavoro
strutturati un dipendente o anche al contrario il proprio superiore; in tutti
questi casi l&#x27;azione migliore &egrave; quella di rimandare il messaggio alla persona
adatta, solitamente aggiungendo un commento. Molto spesso &egrave; utile tenere
traccia di come e se queste persone abbiano effettivamente risolto il
problema.
</p><p>

<em>Questa azione pu&ograve; venire fatta in meno di due minuti?</em>
</p><p>

Siamo al caso meno felice: effettivamente il messaggio contiene un&#x27;azione da
compiere, ed effettivamente tocca a noi. Pu&ograve; essere una bolletta da pagare, un
bug software da risolvere o semplicemente un messaggio a cui &egrave; necessario
rispondere adeguatamente. L&#x27;ultima domanda che ci dobbiamo porre &egrave; se questa
azione ci impiegher&agrave; <strong>meno di due minuti</strong> di tempo: due minuti
sembrano un tempo molto breve, ed effettivamente lo sono pi&ugrave; di quel che si
creda; e ugualmente pi&ugrave; cose si possono fare in due minuti di quel che si
pensi. Se l&#x27;azione si pu&ograve; completare in meno di due minuti (rapida risposta a
una mail, modifica di un parametro su un sistema, una firma, un timbro)
<strong>farla subito</strong>, altrimenti spostarla nella lista delle cose da
fare.
</p><p>

Spostarla qui &egrave; la parola chiave, cosa diversa dal lasciare il messaggio
&ldquo;vivacchiare&rdquo; nella Inbox fino a tempi migliori, facendolo di nuovo cadere
dinanzi agli occhi ogni volta che nuovi messaggi arrivano. Il messaggio va
invece messo in una struttura separata (per la posta elettronica molto spesso
&egrave; semplicemente un folder, magari una <i xml:lang="en" lang="en">label</i> nel
caso di Gmail) in cui stiano tutti e soli i messaggi a cui serve rispondere o
dedicare del tempo produttivo. La Inbox si riempir&agrave; solo di messaggi futuri a
cui dedicare lo stesso trattamento.
</p><p>

Ecco che dedicando periodi precisi e ben cadenzati alla gestione della propria
Inbox, si arriver&agrave; a quello stato mitico noto come Inbox Zero! La critica pi&ugrave;
evidente a tutto ci&ograve; &egrave; che si tratti solo di un&#x27;operazione cosmetica, e che i
problemi vengano spostati da una mitologica Inbox a una ancora pi&ugrave; mitologica
&ldquo;To Do List&rdquo;: questo &egrave; vero fino a un certo punto, visto che in nessun caso la
GTD (o qualsiasi altra metodologia seria) pretende di far scomparire le cose
da fare ma solo di organizzarle e di dare strumenti per distinguere
chiaramente quello che resta per fare avanzare i propri progetti. Inbox Zero &egrave;
un primo passo verso l&#x27;organizzazione, ma un passo fondamentale.</p>]]></description>
            <link>http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/09/inbox-zero.html</link>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">GTD</category>
            
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">gettingthingsdone</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">gtd</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">inboxzero</category>
            
            <pubDate>Wed, 10 Sep 2008 17:09:31 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Un&apos;introduzione alla GTD</title>
            <description><![CDATA[<p>Un paio d'anni fa mi sono avvicinato quasi per caso a un sistema di produttività personale chiamato <cite xml:lang="en-US" lang="en-US">Getting Things Done</cite>, in breve GTD: come altre idee e movimenti le promesse erano poco meno che rivoluzionarie (&#8220;lavorare meno per vincere lo stress e lavorare meglio&#8221;) e perciò mi ci sono avvicinato con la solita quantità di scetticismo. Nonostante questo, il metodo mi ha rapidamente attratto nelle sue spire e ora sono conquistato e cerco di utilizzarlo il più possibile per mettere ordine nella mia incasinata lista di cose da fare e perché no anche nella mia testa.</p>

<p>La GTD si potrebbe vedere come un sistema chiuso, onnicomprensivo, con delle regole certe da seguire. In realtà sotto la superficie si tratta di un insieme di raccomandazioni molto flessibili che possono essere adattate a diversi stili e tipi di lavoro individuali; credo anzi che la GTD <em>debba</em> venire coniugata secondo sensibilità personali, mantenendo però i capisaldi che ne fanno il sistema esistente. Questa è in un certo senso la sfida che viene posta a chiunque si metta a seguire e studiare la GTD, ed è il mio percorso degli ultimi due anni e mezzo; ho pensato allora di scrivere questa serie di post per sottolineare alcuni aspetti da me incontrati, senza necessariamente fare una trattazione da A a Z. Spero che possa essere di aiuto soprattutto per chi come me fa un lavoro di tipo tecnico, come consulente o <i xml:lang="en" lang="en">freelance</i>.<br />
</p>]]><![CDATA[<p><a href="http://www.amazon.co.uk/gp/product/0749922648?ie=UTF8&tag=alessiospagesabo&linkCode=as2&camp=1634&creative=6738&creativeASIN=0749922648"><img align="left" border="0" src="/weblog/gtd/51PX1NZ0TRL._SL160_.jpg" style="border: 1px solid #999999; margin-right: 1em; margin-bottom: 0.6em;"></a><img src="http://www.assoc-amazon.co.uk/e/ir?t=alessiospagesabo&l=as2&o=2&a=0749922648" width="1" height="1" border="0" alt="" style="border:none !important; margin:0px !important;"><a href="http://www.amazon.co.uk/gp/product/0749922648?ie=UTF8&tag=alessiospagesabo&linkCode=as2&camp=1634&creative=6738&creativeASIN=0749922648"><cite xml:lang="en-US" lang="en-US">Getting Things Done</cite></a><img src="http://www.assoc-amazon.co.uk/e/ir?t=alessiospagesabo&l=as2&o=2&a=0749922648" width="1" height="1" border="0" alt="" style="border:none !important; margin:0px !important;"> è il titolo del libro che ha codificato la metodologia, ed è il condensato di anni di lavoro come consulente aziendale da parte di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">David Allen</span>, il padre della GTD a volte chiamato <cite xml:lang="en-US" lang="en-US">The&nbsp;David</cite> nei circoli dei fan - che esistono! Proprio perché prodotto a posteriori sulla base dell'esperienza sul campo, il libro resta la più chiara e semplice introduzione alla GTD: si tratta di un libretto agile che con molta chiarezza spiega prima in un modo e poi in un altro i cardini e i dettagli della metodologia,con rari voli pindarici di tipo psicoterapeutico o simili a rivelazioni mistiche di religioni orientali o finte <span xml:lang="en" lang="en">new age</span>.</p>

<p>In effetti la mia maggiore sorpresa alla prima lettura del libro fu la mancanza quasi totale di aspetti da <i xml:lang="en" lang="en">self-help book</i> sostituiti da commenti molto pratici legati a un ambiente produttivo e manageriale;anche l'immagine di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Mr.&nbsp;Allen</span>, più simile a quella di un direttore di filiale che a qualsiasi tipo di guru californiano, sembra confermare questa solidità d'approccio. Di più, la lettura del libro aveva indicato a me, persona che già si dibatteva con medio successo per organizzare il proprio lavoro, poche idee veramente nuove ma nuovi modi di guardare con più profondità e completezza ai metodi che mi ero auto-costruito. Insomma, <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Allen</span> era un <i xml:lang="en-US" lang="en-US">geek</i> come noi e per questo gli ho dato fiducia, e come me ha affascinato negli ultimi tempi sempre più persone, e sempre più iniziative partono dalla GTD per sviluppare discorsi e idee, una su tutte il sito <a href="http://www.43folders.com" hreflang="en-US" xml:lang="en-US" lang="en-US">43&nbsp;Folders</a> di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Merlin Mann</span>.</p>

<p>Partiamo con il definire cosa la GTD <em>non</em> è, e in un certo modo anche gli ambiti in cui il suo uso non è così utile. GTD non è un metodo che entri nello specifico di come fare un lavoro professionale o tecnico, e non è alla pari, ad esempio, di modelli di sviluppo software come <a xml:lang="en-US" lang="en-US" hreflang="en" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Extreme_Programming" title="Wikipedia Entry: Extreme Programming">eXtreme Programming</a> o altri: in effetti un programmatore che viva il proprio tempo lavorativo in un <span xml:lang="en" lang="en">team</span> con metodi <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Scrum</span> o <acronym xml:lang="en-US" lang="en-US">XP</acronym> o al contrario in una grossa struttura di tipo <acronym title="Centro Elaborazione Dati">CED</acronym> avrà in un modo o nell'altro le proprie priorità e progetti definite altrove e non necessiterà di una disciplina personale, mentre magari il sistemista al suo fianco dovrà lottare con progetti in competizione tra loro e passi da compiere prima di poter effettivamente procedere con il proprio lavoro tecnico.</p>

<p>Quello che la GTD fa è di costruire un <i xml:lang="en" lang="en">framework</i> in cui inserire le proprie mille attività, responsabilità e progetti in modo da avere sotto controllo il magma ribollente dei diversi &#8220;cappelli&#8221; che molti di noi devono indossare nella vita professionale e non solo: idee da sviluppare, documenti da scrivere, siti da controllare, progetti che procedono a singhiozzo perché attendono risposte da colleghi, clienti, fornitori. Ecco che i candidati ideali per la GTD sono quindi i manager di medio livello (quasi sempre il soggetto degli esempi di <span xml:lang="en-US" lang="en-US">Allen</span>), i professionisti, i consulenti che si dividono tra progetti e clienti, insomma quella generazione digitale che sempre più trasforma il mondo del lavoro. Per loro la GTD è un sistema flessibile e di aiuto nel caos quotidiano.</p>

<p>Nei prossimi post cercherò quindi di andare a fondo di alcuni temi. Suggerimenti e domande sono benvenuti e lo spazio commenti è aperto!<br />
</p>]]></description>
            <link>http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/09/gtd1.html</link>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">GTD</category>
            
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">gtd gettingthingsdone</category>
            
            <pubDate>Mon, 01 Sep 2008 13:06:49 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>In una riga</title>
            <description><![CDATA[<p>Se il Kosovo può essere indipendente, allora anche anche l'Abkazia può esserlo. Prova a girarla e rigirarla, ma è tutta qui.</p>]]></description>
            <link>http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/08/abkazia.html</link>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Abkazia</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Georgia</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Kosovo</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Russia</category>
            
            <pubDate>Tue, 26 Aug 2008 16:46:18 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>A List Apart Survey 2008</title>
            <description><![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="I took the 2008 survey" src="/weblog/2008/07/i-took-the-2008-survey.gif" width="180" height="46" class="mt-image-none" style="" /></span></p>

<p>Da <cite xml:lang="en-US" lang="en-US">A List Apart</cite> la ricerca dedicata a chi fa i siti web. <a hreflang="en-US" href="http://alistapart.com/articles/survey2008">Fatela anche voi</a>.</p>]]></description>
            <link>http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/07/webdesignsurvey.html</link>
            <guid>http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/07/webdesignsurvey.html</guid>
            
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">webdesignsurvey</category>
            
            <pubDate>Wed, 30 Jul 2008 08:33:20 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Droga quotidiana da qui a novembre</title>
            <description><![CDATA[<p>Mi stavo chiedendo come mai non arrivassero aggiornamenti quest'anno da <a href="http://www.electoral-vote.com/" lang="en-US" xml:lang="en-US" hreflang="en-US">Electoral-vote.com</a> ed ecco che semplicemente l'indirizzo del feed era cambiato e così non appariva nell'aggregatore. Il sito di cui abbiamo parlato <a href="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2004/08/america.html">diverse volte</a> analizza i sondaggi stato per stato simulando il <a href="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2004/11/sistema.html">meccanismo elettorale</a> per il presidente degli Stati Uniti e tra l'altro è gestito da un <a href="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2004/11/tanenbaum.html">personaggio non da poco</a>.</p>

<p>La situazione al 25 luglio? Obama 292, McCain 195, in bilico 51 (maggioranza necessaria 270).</p>]]></description>
            <link>http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/07/electoral-vote.html</link>
            <guid>http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/07/electoral-vote.html</guid>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">America</category>
            
            
            <pubDate>Sat, 26 Jul 2008 08:59:59 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Mai più senza/2</title>
            <description><![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/07/jumpinjammerz.html" onclick="window.open('http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/07/jumpinjammerz.html','popup','width=640,height=427,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/07/jumpinjammerz-thumb-500x333.jpg" width="500" height="333" alt="jumpinjammerz.jpg" class="mt-image-none" style="" /></a></span></p>

<p>Continuiamo l'esplorazione del catalogo Sky Mall con un'altra proposta serale, si tratta infatti dei Jumpin Jammerz®, simpatici pigiamoni da adulti per fare i <i>pigiama party</i> e retrocedere all'infanzia per dimenticarsi di La Russa ministro. La versione pinguino può essere utilizzato dai fanatici Linux per quei lan party che durano fino all'alba.</p>]]></description>
            <link>http://www.alessio.sevenseas.org/weblog/2008/07/jumpinjammerz.html</link>
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                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Sky Mall</category>
            
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">jumpinjammerz</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">skymall</category>
            
            <pubDate>Fri, 25 Jul 2008 22:36:15 +0100</pubDate>
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    </channel>
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