America: Settembre 2008 Archives

Uno non bastava

| | Comments (0) | TrackBacks (0)

alaovestbadge.png Probabilmente stanchi delle mie continue divagazioni sulle elezioni americane gli amici di MenStyle.it mi hanno proposto di aprire un blog a tema. Siccome la fantasia non è il nostro forte eccolo qua: L'Ala Ovest.

Mentre la campagna di John McCain si avvita su sé stessa, credo sia ormai ora di dare sfogo all’ossessione che ha consumato buona parte del mio tempo online delle ultime settimane fino al punto di suscitare commenti preoccupati da parte di chi mi stava vicino… Chi è veramente la candidata scelta da McCain per la vicepresidenza? E soprattutto, perché il vecchio senatore ha scelto una come Sarah Palin?

Si sono spesi fiumi di inchiostro (reale o virtuale) sulla Palin dopo la convention repubblicana di St. Paul, e molte pagine adoranti su quella che sembrava essere una nuova icona femminile, perdipiù conservatrice e simile al prodotto di un telefilm come Quella casa nella prateria. Purtroppo le prime analisi hanno peccato di ingenuità, concentrandosi più sul fatto che si trattasse di una donna e quindi (con un’equazione semplicistica) destinata a pescare nell’elettorato delle fedeli deluse di Hillary Clinton. In realtà, l’essere una donna è stato a mio avviso più un elemento di (desiderato) disturbo più che una caratteristica vera e propria nella scelta del candidato, e questa facciata comincia a cadere ora che l’impreparazione della Palin si dimostra fuori di ogni dubbio.

Storie americane

| | Comments (0) | TrackBacks (0)

Durante la lunga campagna elettorale per le presidenziali americane (cominciata in realtà già un anno fa con le prime candidature) ho scritto poco o nulla e non solo per colpa della generale afasia che ha colpito questo blog: i media tradizionali nostrani fanno cadere le braccia su questo argomento e impediscono qualsiasi discussione che vada oltre "meglio il nero o meglio la donna" e d'altro canto Paolo in paferrobyday fa giornalmente un lavoro da applausi per chi voglia seguire la corsa alla successione di Bush 43. Così sono mesi che un post iniziato durante le primarie democratiche resta nel cassetto.

Ma passato Labour Day qualsiasi prudenza comincia a cedere e le ultime settimane vedranno un'intensa attività fino alla notte del 4 novembre; in più dovrò prima o poi scrivere qualcosa sulla mia nuova ossessione… Intanto però è successo qualcosa che ci ha segnato e che va, in un certo modo, ricordato: David Foster Wallace ha deciso di lasciare il party in anticipo lasciandoci soli con le pagine già scritte e senza le speranze di nuovi racconti di ossessioni. Ammetto di avere difficoltà con la sua scrittura, e di avere Infinite Jest sul tavolino da mesi con segnalibro intorno a pagina 150 (un 10% scarso del totale, quindi), ma recentemente sono invece riuscito a leggere di un fiato McCain's Promise, rimaneggiamento in volume di un articolo inizialmente scritto per Rolling Stone al seguito della campagna presidenziale di John McCain nel 2000. È anche grazie a questo piccolo saggio-racconto che sono riuscito a capire il candidato repubblicano di allora e il fatto che il John McCain del 2000 ha poco o niente in comune con il John McCain del 2008.