Mentre la campagna di John McCain si avvita su sé stessa, credo sia ormai ora di dare sfogo all’ossessione che ha consumato buona parte del mio tempo online delle ultime settimane fino al punto di suscitare commenti preoccupati da parte di chi mi stava vicino Chi è veramente la candidata scelta da McCain per la vicepresidenza? E soprattutto, perché il vecchio senatore ha scelto una come Sarah Palin?
Si sono spesi fiumi di inchiostro (reale o virtuale) sulla Palin dopo la convention repubblicana di St. Paul, e molte pagine adoranti su quella che sembrava essere una nuova icona femminile, perdipiù conservatrice e simile al prodotto di un telefilm come Quella casa nella prateria. Purtroppo le prime analisi hanno peccato di ingenuità, concentrandosi più sul fatto che si trattasse di una donna e quindi (con un’equazione semplicistica) destinata a pescare nell’elettorato delle fedeli deluse di Hillary Clinton. In realtà, l’essere una donna è stato a mio avviso più un elemento di (desiderato) disturbo più che una caratteristica vera e propria nella scelta del candidato, e questa facciata comincia a cadere ora che l’impreparazione della Palin si dimostra fuori di ogni dubbio.
