Licenza di guidare

Scritto da il 11 giugno 2014 in Politica e società, Web & Startup

Una nuova settimana, una nuova battaglia nella guerra ormai senza quartiere tra i tassisti milanesi (ma in questo caso la protesta è paneuropea) e tutti i servizi di prenotazione trasporto che vengono raccolti sotto la bandiera del più odiato, il più aggressivo e innovativo: Uber.

Nonostante io possa essere considerato un Uber-fan e un early adopter del servizio (almeno secondo gli standard italiani, la mia prima corsa ad aprile 2013) non posso non pensare che ci sono diverse zone grigie nel funzionamento e sopratutto nella filosofia di alcune di queste iniziative che sono diventate veri e propri esempi di una certa mentalità startup e liberista – e celebrate proprio per questi motivi. Purtroppo avendo in questo caso contro di sé la bizzarra lobby stracciona del tassametro è evidente da che parte si finisce con lo stare, questo nonostante abbia sempre considerato i taxi un elemento centrale nel mix di soluzioni che riescono a tenere una città in movimento.

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Come ottimizzare il proprio sito per Instapaper

Scritto da il 22 agosto 2011 in Web & Startup

Come avrete notato tra le piccole modifiche nel layout di questo blog c’è anche un bottone Read Later accanto a ogni post. È un link al servizio di Instapaper, la creatura di Marco Arment (lo sviluppatore iniziale di Tumblr) che è senza di dubbio una delle applicazioni indispensabili che fa del mio iPad lo strumento preferito per leggere, così come credo lo stesso valga anche per chi lo usa su altre piattaforme come il Kindle o anche iPhone.

Screenshot di Instapaper su iPadInstapaper consente di salvare pagine e articoli dal web per poi leggerle con calma in un momento successivo o anche offline sul device, ed è quindi un toccasana per quei lunghi pezzi di approfondimento che sono un po’ penalizzati nella lettura quotidiana online. Durante il salvataggio, Instapaper seleziona solamente il contenuto vero e proprio della pagina eliminando quasi tutta la parte di navigazione, pubblicità ed extra vari, con il risultato di offrire una lettura pulita ed essenziale perfetta per uno schermo portatile. L’idea è talmente buona che è stata parzialmente copiata da Apple con il nome di Reading List nel nuovo iOS 5 che verrà distribuito in autunno, ma l’app di Arment (disponibile nello store al prezzo di €3,99) ha ancora un set di funzionalità superiori. Indimenticabile comunque la reazione di Marco all’annuncio di Reading List, anche se successivamente ha argomentato con più dettagli e ottimismo.

Ma il consiglio di usare Instapaper come utenti (e potete provare cliccando il bottone qui a fianco!) è solo una parte di questo post; l’autore di un sito o un blog può aiutare la condivisione delle sue pagine sul servizio con pochi semplici accorgimenti.

Come dicevo durante la preparazione del layout ho installato il bottone Read Later seguendo le istruzioni sul sito inserendo nel codice risultante titolo, link e sommario del post collegato, così quando l’utente clicca sul bottone il post viene collegato correttamente sul sito di Instapaper con tutte le informazioni al posto giusto; questo è uno dei modi per “caricare” un articolo sul servizio, altrimenti si può utilizzare un bookmarlet per i principali browser o ancora spedire la URL per email.

Lo stesso articolo sul sito e in Instapaper

Ma come fa Instapaper a selezionare solo la parte rilevante dell’articolo? Si basa su euristiche e test, cercando di analizzare la struttura del codice della pagina (in questo il tag <article> del HTML5 sembra essere molto promettente se ben usato) e infatti alcuni siti hanno un risultato migliore di altri. Ma si può anche dare un “suggerimento” al servizio, ed è quello che ho fatto nel codice di questo blog usando le indicazioni di Marco Arment.

Instapaper utilizza come “blocco utile” il primo elemento nel codice HTML marchiato con id=instapaper_body, questo può venire associato a un <div> o appunto a un <article>, in ogni caso strutturando in maniera opportuna quello che si vuole far vedere agli utenti di Instapaper: se all’interno di questo blocco si aggiungono immagini o pezzi di navigazione giudicati importanti, questi verranno mantenuti anche nella versione “asciutta” proposta dal servizio. In questo modo si può prendere completamente il controllo sui propri contenuti in una modalità extra rispetto alle semplici pagine web, addirittura si può mantenere nel blocco offerto a Instapaper una limitata quantità di pubblicità o altre meta-informazioni, cosa utile per chi teme che il servizio metta a repentaglio le proprie page views. D’altro canto si può recedere completamente dall’avere le proprie pagine indicizzate da Instapaper.

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Le molte facce di Airbnb

Scritto da il 3 agosto 2011 in Web & Startup

airbnb-iphoneIl couch surfing è una pratica antica come il mondo (o comunque quanto i divani) e resta popolare a tutte le età tra amici, parenti, vecchi compagni di università, qualche ex-amante in casi eccezionali. In aggiunta alla modalità fai-dai-te da qualche anno il sito e movimento CouchSurfing.org ha istituzionalizzato lo scambio di sofà tra sconosciuti o quasi grazie a una community auto-organizzata che è una delle belle storie del web. Anche chi scrive ha partecipato attivamente (finché tempo ed energie consentivano) e ha potuto vedere bene pregi e difetti del sistema per chi ha voglia di scambiare quel divano o quella stanza in più nella propria casa.

È quindi con un po’ di deja vu che mi sono messo a studiare il sito di Airbnb, una delle più calde startup californiane del momento che porta l’idea dell’offerta di ospitalità a un livello superiore, e ovviamente commerciale: sul sito si può offrire ospitalità a tutto il mondo e cercare una stanza libera (o anche un appartamento intero) in destinazioni esotiche o meno, ma questa si pagherà come in un bed&breakfast e Airbnb prenderà una piccola commissione dall'”albergatore”. Uscita dalla fucina di Y Combinator, è facile vedere i segni del successo della startup: generosi round di finanziamento, molta stampa a sostegno, un sito attraente e moderno (il link contiene un invito con “ricompensa”, altro strumento delle startup più oliate), video di spiegazione e anche un’applicazione iPhone che prima ancora che voglia di prenotare stanze fa proprio venir voglia di viaggiare grazie alle belle foto e alla facile usabilità.

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Plus Ultra

Scritto da il 20 luglio 2011 in Social media, Web & Startup

Accennavo in precedenza alla fine recente di progetti professionali e a come questo spinga a fare un po’ “il punto” degli argomenti trattati. A maggior ragione ho pensato nelle ultime settimane che varrebbe la pena da parte mia fare il bilancio e qualche ragionamento su tutti quelli strumenti che vanno sotto il nome di social network e sui quali ho passato ore sia di studio (un po’) che di svago (molte di più!) negli ultimi anni. E quale occasione migliore per iniziare che affrontare il tema del giorno, l’arrivo più volte vagheggiato di Google nel mondo del social in senso stretto con il progetto Google+?

Anche perché ho in cantiere da mesi, letteralmente, un post su Google ma le infinite novità del colosso di Mountain View fanno sì che venga sempre riscritto, ripensato, stravolto… Ma di questo progetto è meglio forse parlare in maniera isolata (per quanto possibile).

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