Licenza di guidare

Scritto da il 11 giugno 2014 in Politica e società, Web & Startup

Una nuova settimana, una nuova battaglia nella guerra ormai senza quartiere tra i tassisti milanesi (ma in questo caso la protesta è paneuropea) e tutti i servizi di prenotazione trasporto che vengono raccolti sotto la bandiera del più odiato, il più aggressivo e innovativo: Uber.

Nonostante io possa essere considerato un Uber-fan e un early adopter del servizio (almeno secondo gli standard italiani, la mia prima corsa ad aprile 2013) non posso non pensare che ci sono diverse zone grigie nel funzionamento e sopratutto nella filosofia di alcune di queste iniziative che sono diventate veri e propri esempi di una certa mentalità startup e liberista – e celebrate proprio per questi motivi. Purtroppo avendo in questo caso contro di sé la bizzarra lobby stracciona del tassametro è evidente da che parte si finisce con lo stare, questo nonostante abbia sempre considerato i taxi un elemento centrale nel mix di soluzioni che riescono a tenere una città in movimento.

Leggi il resto

Il responsabile della crisi europea

Scritto da il 17 agosto 2011 in Politica e società

…è questo signore qua. Non lo riconoscete?

In realtà sarebbe ingeneroso dare davvero la colpa a Herman Van Rompuy della crisi dell’Eurozona e per estensione di tutta l’architettura della Unione Europea, ma credo che molti a questo punto si stiano chiedendo chi sia Van Rompuy, ed è proprio questo il problema: l’uomo politico belga è il primo e attuale Presidente del Consiglio Europeo, posizione nata per sostituire la presidenza a rotazione e che in maniera imprecisa potrebbe venire semplificata come “presidente dell’UE”. Ovvero, lo sarebbe stata se in quel ruolo fosse stato nominato un personaggio di spicco (era un po’ il sogno di Tony Blair) mentre invece con la scelta di Van Rompuy nel 2009 ancora una volta le “grandi potenze” hanno preferito non avere qualcuno che facesse ombra ai giochi bilaterali come quello appena andato in scena tra Berlino e Parigi.

Il risultato è una mancanza di istituzioni politiche solide ma soprattutto autorevoli a livello centrale per l’Unione mentre l’Eurozona in un modo o nell’altro trova la necessaria (anche se a volte recalcitrante) guida nella Banca Centrale Europea. Il conto lo paghiamo in questi giorni.

La speranza è che anche questi avvenimenti convincano della necessità di una maggiore integrazione politica a livello europeo, e che ruoli come quello del “Presidente del Consiglio Europeo” evolvano fino ad avere una vera voce sul palcoscenico mondiale, in modo non dissimile da quello che è accaduto dall’altra parte dell’Atlantico dove il ruolo di Presidente degli Stati Uniti si è trasformato dalla sorta di segretario del Congresso come originariamente previsto dalla lettera della Costituzione al motore politico che è attualmente: purtroppo gli Stati Uniti hanno impiegato decenni per far fare il salto di qualità alle loro istituzioni federali, è un tempo che l’Europa non ha a disposizione.

Leggi il resto

Caro Odifreddi, ti scrivo

Scritto da il 8 luglio 2011 in Politica e società

Grazie all’invito di Mondadori ho partecipato a un incontro di “blogger” (definizione ormai datata, ammesso e non concesso che abbia mai avuto senso) con Piergiorgio Odifreddi per chiacchierare insieme a 140nn di e intorno al suo libro più recente, Caro Papa, ti scrivo. Evidente fin dal titolo, si tratta di un pamphlet concepito come risposta alla Introduzione al cristianesimo scritta nel 1968 dall’allora teologo Joseph Ratzinger diventato poi Papa con il nome di Benedetto XVI.

Per quanto simpaticissimo di persona e divertente, non sono particolarmente un fan del professore e divulgatore piemontese, che negli ultimi mesi e anni ha preso su di sé la maschera dello scienziato ateo nel teatrino dell’arte dei mezzi di comunicazione italiani, e anche in questo lavoro trovo molti dei difetti che fanno un po’ storcere il naso: il mischiare piani diversi, l’uso di argomenti facili per “smascherare” la presunta superiorità della religione, la sensazione che comunque parli sempre ai già convertiti e che la sua audience si riferimento non sia quella dei credenti dubbiosi. In particolare mi è sembrata curiosa la scelta di scegliere Ratzinger come interlocutore, e di questo gli ho chiesto conto esplicitamente. Anche se il papa tedesco ha fama di studioso ed è stato la longa manus teologica di Giovanni Paolo II, la scelta di indirizzare a lui questa “lettera luciferina” mi è sembrata più dettata dal ruolo attuale del destinatario come successore di Pietro che dal riconosciuto valore delle argomentazioni recenti e passate in materia di fede.

Leggi il resto

Se una radio è libera ma libera veramente

Scritto da il 3 giugno 2011 in Politica e società

Qualche giorno fa parlando con un’amica discutevamo di quanto bene avesse lavorato Radio Popolare durante la campagna elettorale di Milano, sia come spazio informativo che come supporto alle iniziative serie e meno serie che hanno portato alla vittoria di Giuliano Pisapia (vedi sotto l’hit Pisapia canaglia). Rapidamente il ragionamento si è spostato su quanto fosse il momento giusto per “battere cassa” verso la città (usiamo un’espressione volutamente fuori luogo) da parte di un collettivo giornalistico sempre alla canna del gas finanziariamente.

La radio di via Ollearo si può sostenere in molti modi, il preferito è l’abbonamento, atto potente e simbolico per una stazione che in realtà si ascolta liberamente da qualsiasi radio FM così come in streaming via Internet.

Leggi il resto

Quattro motivi milanesi per votare Giuliano Pisapia

Scritto da il 23 maggio 2011 in Politica e società

Non mancano certo i motivi per votare Giuliano Pisapia come sindaco di Milano, e gli ultimi giorni ci stanno dando moltissimi motivi per non votare il sindaco uscente Letizia Moratti e le impresentabili forze che la sostengono. Ma tralasciando regalie, pernacchie, moschee e insulti, ci sono alcuni punti precisi per cui un cittadino milanese laico e pensante non può che preferire la candidatura di Pisapia.

Leggi il resto