Anni fa in un seminario all’università mi chiesero quale fosse il più antico ricordo della vita pubblica che mi tornasse in mente, e per me nato nel 1970 era senz’altro il rapimento di Aldo Moro culminato nella sua uccisione la mattina del 9 maggio 1978. Per me bambino fu l’inizio della consapevolezza, e solo con gli anni mi resi conto che fu un confine tra due epoche per l’Italia tutta.
Eppure trent’anni più tardi, dopo aver attraversato la mia parte di vita pubblica, letto e studiato, vissuto all’estero e in alcune città italiane, concordo con Mauro Zani e tanti altri che la ricostruzione ufficiale e nota semplicemente non convince.

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