8 Aprile 2004

Per completezza

Ecco una notizia che scommetto non ci sarà nei TG di oggi:

«C’è un burattinaio, e sta a Palazzo Chigi». Lo aveva detto Piero Fassino a Bologna, riferendosi alle manovre contro di lui, Prodi e Dini per l’affare Telekom Serbia. Per questo motivo Berlusconi, chiamato direttamente in causa, aveva querelato il segretario diessino per diffamazione, chiedendo 15 milioni di euro di risarcimento danni.

Il giudice di Bologna ha adesso archiviato la denuncia per insussistenza del reato, avendo agito nell’esercizio del diritto-dovere di critica politica, che è costituzionalmente tutelato. Lo ha deciso il giudice di pace Nicoletta Macchiavelli, su richiesta della procura della Repubblica.

I fatti successivi hanno dimostrato che un complotto contro Fassino, Dini e Prodi (secondo il cosiddetto superteste Igor Marini rispettivamente “cicogna”, “rospo” e “mortadella”) era stato effettivamente messo in piedi per screditare i tre esponenti politici, accusati di aver percepito tangenti.

Scritto da alessio alle 11:54