È un po’ di tempo che non scrivo nulla sulla situazione qui a Cipro, in continua evoluzione dopo la decisione di dare parziale libertà di circolazione tra le due zone dell’isola. Amici mi chiedono se è vero che è caduto “il muro di Nicosia”.
Il problema è che non so bene che pensare di quello che è accaduto, e soprattutto di quello che accadrà; mi consolo sapendo che non sono il solo, gran parte della gente e dei mezzi di informazione sono nella stessa situazione, e anzi il governo stesso è nella confusione più totale, tanto che il suo desiderio segreto sembra essere quello di scomparire e non doversi occupare della faccenda.
Il termine calcistico italiano catenaccio è stato usato dalla stampa locale per indicare la situazione in cui il governo del presidente Papadopoulos pensa principalmente a non fare mosse che lascino spazio ai dirigenti turco-ciprioti, piuttosto che a fare veramente progredire la situazione.
Dunque, il muro (o come si dice più precisamente, la green line) è ancora lì, sempre presidiato da sentinelle armate dell’una e dell’altra parte; greco-ciprioti e turco-ciprioti possono passare dall’una all’altra parte mettendosi in fila al checkpoint tradizionale del Ledra Palace (che è diventato pedonale) o ai nuovi checkpoint aperti per l’occasione, ma passato l’entusiasmo voyeuristico dei primi giorni ci si interroga ora sul cosa fare di questa “libertà”, anche perché commercio, lavoro, studio tra le due comunità sono bloccati da leggi e leggine che andrebbero riviste alla luce di una nuova voglia di normalità.
E soprattutto, non ci sono sviluppi al tavolo delle trattative vere e proprie, con il leader turco-cipriota Rauf Denktaş che mantiene inalterata negli anni la sua retorica e le sue richieste, il governo greco-cipriota (in carica da pochi mesi) formato da personaggi molto scettici nei confronti dei turchi e l’Unione Europea che cerca disperatamente di fare pressione sui due attori perché si arrivi a una soluzione prima del 1° maggio 2004, data in cui Cipro entrerà ufficialmente nell’Unione.
In pratica, è cambiato niente, o pochissimo. Gli ingredienti di una pace possibile sono tutti sul tavolo, ma manca ancora la volontà e il coraggio politico di farla nascere.
Scritto da alessio alle 14:18chissa’ cosa mi aspettavo, in effetti….comunque deve essere interessante. sei mai andato di la’? quanto e’ diverso?
ciao
Spedito da costanza, 2 Luglio alle 16:58Il programma Europe Direct di BBC World ha un servizio su Cipro nella settimana dal 2 al 7 luglio, con diverse repliche.
http://www.bbcworld.com/content/template_clickpage.asp?pageid=98&home=1
Spedito da alessio, 2 Luglio alle 23:56