3 Giugno 2003

L'elettore ha votato

Stamattina ho votato per i referendum del 15 giugno. Detta così sembra una sciocchezza (anche perché le votazioni si svolgeranno, appunto, il 15) ma in realtà la nuova era del voto per corrispondenza si è palesata a noi cittadini italiani residenti all’estero.

Qualche giorno giorno fa, come dovrebbe essere successo a tutti gli schedati AIRE, mi è arrivata a casa una busta dell’ambasciata comprendente le schede elettorali, un cedolino di controllo personale, la busta di ritorno già pre-indirizzata e pre-affrancata, le istruzioni dettagliate, il testo della legge. Un bel malloppo!

Stamattina ho quindi preso la mia pennina (nera come da regolamento accluso) e ho aperto la scheda rosa del referendum sull’elettrosmog, dove ho votato . La scheda va inserita in una busta bianca del tutto neutra (insieme alla sua sorellina, in teoria), questa poi va sigillata e infilata nella busta pre-affrancata insieme al cedolino di controllo. E per questa volta le scuole medie del mio paese non mi vedranno, e così dovrebbe essere finché resto un residente della circoscrizione “Europa, comprese le parti asiatiche di Turchia e Federazione Russa”…

Certo, il sistema è un po’ macchinoso, e come sempre in queste materie alla macchinosità si abbina il rischio di brogli. Non so nemmeno quanti italiani all’estero useranno davvero questa possibilità, che deve avere, a giudicare dalla quantità di carta che mi è stata spedita, un certo costo.

Ma è sicuramente un modo civile, e mi ricordo che nei paesi del Nord (p.es. in Svezia dove ero presente in periodo elettorale), il voto per corrispondenza è semplicemente un’opzione a disposizione del cittadino in aggiunta alla piacevole passeggiata al seggio in giornata di voto.

Ah, la scheda nella busta era una sola. Avrebbero dovuto essere due, ma mi sono deciso a non votare (ergo, a “puntare al quorum”) nel referendum sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Il dubbio che non fosse materia da referendum mi è stato confermato guardando la scheda azzurrina, riempita di una domanda che potrebbe occupare quattro o cinque cartelle. La scheda mi è rimasta, deciderò se tenerla come souvenir o farne falò la sera del 15.

Scritto da alessio alle 16:46