Stamattina ho votato per i referendum del 15 giugno. Detta così sembra una sciocchezza (anche perché le votazioni si svolgeranno, appunto, il 15) ma in realtà la nuova era del voto per corrispondenza si è palesata a noi cittadini italiani residenti all’estero.
Qualche giorno giorno fa, come dovrebbe essere successo a tutti gli schedati AIRE, mi è arrivata a casa una busta dell’ambasciata comprendente le schede elettorali, un cedolino di controllo personale, la busta di ritorno già pre-indirizzata e pre-affrancata, le istruzioni dettagliate, il testo della legge. Un bel malloppo!
Stamattina ho quindi preso la mia pennina (nera come da regolamento accluso) e ho aperto la scheda rosa del referendum sull’elettrosmog, dove ho votato sì. La scheda va inserita in una busta bianca del tutto neutra (insieme alla sua sorellina, in teoria), questa poi va sigillata e infilata nella busta pre-affrancata insieme al cedolino di controllo. E per questa volta le scuole medie del mio paese non mi vedranno, e così dovrebbe essere finché resto un residente della circoscrizione “Europa, comprese le parti asiatiche di Turchia e Federazione Russa”…
Certo, il sistema è un po’ macchinoso, e come sempre in queste materie alla macchinosità si abbina il rischio di brogli. Non so nemmeno quanti italiani all’estero useranno davvero questa possibilità, che deve avere, a giudicare dalla quantità di carta che mi è stata spedita, un certo costo.
Ma è sicuramente un modo civile, e mi ricordo che nei paesi del Nord (p.es. in Svezia dove ero presente in periodo elettorale), il voto per corrispondenza è semplicemente un’opzione a disposizione del cittadino in aggiunta alla piacevole passeggiata al seggio in giornata di voto.
Ah, la scheda nella busta era una sola. Avrebbero dovuto essere due, ma mi sono deciso a non votare (ergo, a “puntare al quorum”) nel referendum sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Il dubbio che non fosse materia da referendum mi è stato confermato guardando la scheda azzurrina, riempita di una domanda che potrebbe occupare quattro o cinque cartelle. La scheda mi è rimasta, deciderò se tenerla come souvenir o farne falò la sera del 15.
Scritto da alessio alle 16:46