Ho ormai accettato che non riuscirò mai a comprendere veramente Cipro, così come dovrebbero avere fatto le maggiori potenze mondiali o le Nazioni Unite. Al contrario di quello che si temeva, l’Armageddon previsto non si è verificato, anzi Cipro ha felicemente firmato ad Atene il trattato di adesione all’Unione Europea, che sarà effettiva fra un anno, il 1° maggio 2004.
Ma le trattative tra le due parti non hanno avuto lo stesso buon esito e dopo l’ennesimo fallimento dei colloqui di pace all’ultimo istante, con tanto di rinuncia pubblica da parte del povero Kofi Annan (non un buon periodo per lui), si pensava che le speranze di una riunificazione tra la parte turco-cipriota e quella greco-cipriota fossero seppellite per un bel po’, con solo quest’ultima destinata all’accesso all’UE.
Ieri invece l’apertura del check-point nelle due direzioni, del tutto inaspettata da parte del regime turco-cipriota (dopo 29 anni!) da un lato ha ridato fiato agli ottimisti, dall’altro ha generato dubbi di ogni tipo sulle motivazioni di una mossa del genere. Tanto che la prima reazione del governo della Repubblica (greco-cipriota) sono state un po’ sull’isterico, cercando di minimizzare, o di convincere i cittadini che un viaggio nelle “zone occupate” era un errore politico.
Invece, centinaia di persone si sono messe pazientemente in fila al checkpoint Ledra, finora transitabile solo dagli stranieri, e non hanno per ora generato alcun problema, anzi si racconta di belle scene di saluti reciproci tra i due gruppi finora divisi. Durerà?
Scritto da alessio alle 14:03