Ho passato cinque giorni letteralmente nella stessa strada, Rowayton Avenue di Norwalk nel Connecticut, una lunga strada che dà il nome al sobborgo (Rowayton appunto) che rappresenta una ricca periferia dell'area metropolitana di New York da cui i commuters vanno e vengono: il nostro ufficio per la East Coast è lì (al numero 105) così come il cottage che fa da residenza per gli ospiti (al numero 84), il Rowayton Market insieme ai pochi altri negozi, il locale cafe-ristorante "Brandon's 101" (ovviamente al numero 101). In Rowayton Avenue, anche se dopo una svolta, c'è anche la stazione ferroviaria che fortunatamente porta in un'ora a Manhattan ma che non ho potuto sfruttare rimanendo così in questo strano universo virtuale che potrebbe sembrare la finta cittadina da Truman Show se non che a Rowayton le case sono tenute molto meglio e l'uniformità ancora maggiore.
Il Connecticut è noto per aver dato i natali tra gli altri a Joshua Lyman, ma certo l'immagine più dell'America iperattiva e democratica è quella di una di una nazione che espone tantissime bandiere e senza cadere negli stereotipi della cittadina di provincia ne costruisce altri, altoborghesi in modo comunque diverso dall'Europa anche se in più di un momento ho pensato di essere in Sussex o altra contea inglese.
Un'esperienza abbastanza straniante, tanto che la voglia di viaggiare ed esplorare e di scrivere è scesa ai minimi storici, complice anche da un lato un tempo molto capriccioso ma soprattutto l'essere stato per almeno una settimana intontito dai farmaci per superare le mie allergie. Non solo alle Bermuda, come previsto, i miei ospiti avevano un cane in casa ma soprattutto la collega che aveva soggiornato a "The Barn" prima del mio arrivo aveva avuto la simpatica idea di portarci i suoi cuccioli, esattamente nella stanza in cui dovevo dormire – riuscivo distintamente a capire in quali luoghi e quali divani erano stati preferiti dai simpatici animali. Ecco quindi la poca voglia di affrontare nel weekend le luci e i suoni di New York City, rimandati a data da destinarsi.
Cosa ricorderò allora di Rowayton? Il verde della stagione, le immagini delle barche sul canale che conduce al Long Island Sound, il Rowayton Market con prodotti organici e formaggi gourmet come neanche un negozio del centro a Milano, e tutte le persone di colore incontrate in cinque giorni di soggiorno: tutte e due.


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